Umbria: Emergenza Sanitaria e Liste d’Attesa Sotto Accusa

Emergenza Sanitaria in Umbria: Una Critica Sistemica alla Gestione delle Liste d’Attesa e ai Diritti dei PazientiLa recente presentazione di un’interrogazione da parte del capogruppo della Lega in Assemblea Legislativa dell’Umbria, Enrico Melasecche, ha innescato una vibrante discussione sul delicato tema dell’accesso alle cure mediche nella regione.
L’atto ispettivo solleva preoccupazioni profonde circa la vulnerabilità dei diritti costituzionali dei cittadini umbri in materia di salute, focalizzandosi in particolare sulla gestione delle prescrizioni sanitarie, l’attivazione dei percorsi di tutela, il rispetto della territorialità e la trasparenza dei dati relativi alle liste d’attesa.
Le segnalazioni giunte al gruppo consiliare leghista dipingono un quadro allarmante.
I cittadini si trovano ad affrontare ostacoli sempre più insidiosi nel tentativo di ottenere le cure necessarie, fino al rifiuto di inserimento nelle liste d’attesa, con una conseguente alterazione dei dati reali sulla domanda di prestazioni sanitarie.
Questa pratica, diffusa tra le farmacie convenzionate, vede la mancata registrazione delle prescrizioni quando non sono immediatamente disponibili appuntamenti, con una lesione diretta dei diritti dei pazienti.

La normativa vigente, sia a livello nazionale che regionale, è chiara: ogni prescrizione deve essere presa in carico e registrata, indipendentemente dalla disponibilità immediata di slot.
Solo attraverso questa fase di presa in carico può essere attivato il percorso di tutela, strumento essenziale per garantire l’erogazione delle prestazioni nei tempi previsti, anche attraverso soluzioni alternative e senza costi aggiuntivi per il paziente.

La mancata presa in carico, invece, lascia il cittadino privo di tutele, costretto a tentativi ripetuti e infruttuosi, con la sua reale necessità che scompare dai sistemi informativi.
L’episodio emblematico di una prescrizione risalente a novembre 2025, con scadenza prevista per dicembre dello stesso anno, e mai registrata, esemplifica la gravità della situazione.

La mancata erogazione, sommata alla mancata presa in carico, configura una vera e propria “cancellazione amministrativa” della domanda, con conseguenze devastanti per la programmazione sanitaria regionale.

Le liste d’attesa, in questo contesto, diventano una fotografia distorta della realtà, basata su dati incompleti e manipolati.
Il risultato finale è un sistema che crea una profonda disuguaglianza: chi può permettersi si rivolge al privato, mentre chi non può rinuncia alle cure.
Si aggiungono disagi legati alla distanza dei luoghi di erogazione, costi di spostamento, permessi lavorativi e difficoltà che colpiscono soprattutto anziani e persone fragili, alimentando anche una mobilità sanitaria passiva che appesantisce i conti regionali.

Il tentativo di smentire la narrazione della Presidente della Regione, con la verifica personale presso una farmacia di Terni, testimonia la volontà di portare alla luce la verità e la gravità della situazione.

Il gruppo consiliare Lega valuta azioni legali in merito alla prassi illegale della mancata presa in carico delle richieste.
Le motivazioni alla base di questa gestione problematica restano oscure.

Si sospetta un disfunzione del sistema, attribuibile alla delega alla sanità, oppure una scelta politica, accentuata dal sistematico rifiuto di accesso agli atti su questioni delicate che coinvolgono la Presidente stessa.

L’imminente seduta del Consiglio Regionale del 22 gennaio rappresenta un momento cruciale per fare luce su queste dinamiche, chiarire le prassi adottate e assumere le responsabilità politiche e amministrative.

Si tratta di un’occasione imperdibile per garantire il diritto alla salute dei cittadini umbri e ripristinare la credibilità dell’intera governance sanitaria regionale.

La trasparenza e la responsabilità, in questo contesto, sono pilastri imprescindibili per ricostruire la fiducia dei cittadini e assicurare un accesso equo e tempestivo alle cure mediche.

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