L’urgenza di un’infrastruttura strategica per l’Umbria ha dominato il confronto pubblico organizzato dall’Officina, presieduta da Roberto Morroni e animata dal vicepresidente Lamberto Marcantonini, presso il teatro Santa Caterina di Bettona.
L’incontro, gremito, ha messo a fuoco le criticità che frenano lo sviluppo economico regionale e le possibili soluzioni, ma anche le profonde divisioni politiche che ne ostacolano la realizzazione.
Il vicepresidente Marcantonini ha tracciato un quadro dettagliato dei nodi cruciali: il completamento del Nodo e del Nodino di Perugia, l’avanzamento della stazione Alta Velocità Medio Etruria, il potenziamento della Orte-Falconara, la realizzazione della E78 Due Mari, le problematiche legate alla Fcu, e l’esplorazione di un collegamento ferroviario diretto con l’aeroporto San Francesco, una prospettiva definita tecnicamente fattibile.
L’ingegner Michele Cesaro ha insistito con fermezza sulla necessità di realizzare il Nodo di Perugia nella sua interezza, escludendo qualsiasi ipotesi di compromesso che ne snaturasse la funzione.
La sua visione contrasta con un clima politico percepito come ostruzionistico e privo di una visione strategica unitaria.
Il consigliere regionale Enrico Melasecche ha denunciato un progressivo smantellamento delle programmazioni infrastrutturali pregresse, accusando la nuova amministrazione di sostituire progetti consolidati con approcci improvvisati e poco strutturati.
Questa retorica ha acceso un dibattito più ampio sulla continuità delle politiche di sviluppo regionale.
L’intervento di Pace ha evidenziato la mancanza di dialogo e collaborazione, elementi essenziali per affrontare sfide complesse.
La sua denuncia riflette un sentimento di isolamento e la percezione di un clima politico chiuso.
Arcudi ha intensificato la critica, descrivendo una maggioranza guidata da ideologie radicali, caratterizzata da incoerenza e indecisione sia a livello comunale che regionale, con prevedibili conseguenze di perdite di tempo e di opportunità.
Roberto Morroni ha ripercorso la fase amministrativa Tesei, sottolineando come, grazie a un approccio pragmatico e realista, fosse stato possibile invertire il declino economico umbro e allineare il PIL regionale a quello nazionale.
Ha espresso profonda preoccupazione per la scomparsa di quell’approccio, soprattutto in relazione alla recente e controversa manovra fiscale della giunta Proietti, definita penalizzante per il ceto medio e capace di frenare consumi e risparmio.
Morroni ha concluso invocando l’emergere di una classe dirigente concreta, orientata all’azione e dotata di obiettivi chiari, qualità che, a suo avviso, risultano assenti nell’attuale amministrazione.
Il richiamo è un appello a ritrovare un’anima pragmatica e orientata al concreto, per rilanciare l’economia umbra e garantire un futuro prospero per la regione.

