Umbria: la rete della pace si rafforza nelle scuole.

Un’eco di speranza: la rete dell’educazione alla pace si rafforza nel cuore dell’UmbriaLa recente Conferenza Nazionale delle Scuole di Pace, tenutasi all’Università Sapienza di Roma, ha rappresentato un momento di cruciale importanza per il panorama educativo italiano.
L’evento, la prima edizione nazionale a riunire le principali reti impegnate nell’educazione alla pace, dall’infanzia all’università, ha visto la partecipazione di oltre 300 dirigenti scolastici, docenti, esperti e studiosi provenienti da ogni angolo del Paese.

Il titolo originale, “Sbellichiamoci”, suggerisce un approccio coraggioso e trasformativo, un invito a scardinare le consuete dinamiche e ad abbracciare nuove prospettive.
Il presidente della Provincia di Perugia e del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace, Massimiliano Presciutti, ha sottolineato con acume il ruolo fondamentale dei giovani come veri e propri maestri nella costruzione di un futuro pacifico.

La loro capacità innata di valorizzare le differenze, trasformandole in opportunità di crescita e comprensione reciproca, si pone come un esempio illuminante per gli adulti.

L’iniziativa, nata ad Assisi nel 2023, si inserisce in un percorso più ampio volto a trasformare una cultura dominata dalla logica della guerra in una cultura della pace.

La conferenza ha visto la convergenza di scuole, università, enti locali, istituzioni di ricerca e organizzazioni della società civile, unendo sforzi e competenze per promuovere valori di tolleranza, dialogo e non-violenza.

La dichiarazione finale, frutto di un intenso lavoro di riflessione collettiva, ha sancito l’importanza di considerare l’educazione alla pace come un diritto umano inalienabile, un pilastro fondamentale per lo sviluppo individuale e sociale.
La pace, infatti, non è un dono divino o un evento fortuito, ma un processo complesso e laborioso che richiede impegno, responsabilità e cooperazione.

Si tratta di un “lavoro artigianale”, come sottolineato nel documento, che implica la cura dei dettagli, l’attenzione alle relazioni umane e la promozione di una visione globale, attenta al benessere dell’umanità e del pianeta.

L’intervento di Presciutti ha richiamato le parole di Papa Leone XIII, evidenziando come la “pace disarmante” non implichi debolezza, ma piuttosto la forza di condividere obiettivi e cammini partendo dalle comunità locali, indipendentemente dalle loro dimensioni.
Questo appello si lega al significato simbolico dell’Umbria, terra natale di San Francesco, e all’imminente centenario della sua morte.

L’appuntamento del 17 e 18 aprile ad Assisi, con il meeting nazionale delle scuole di pace “Sui passi di Francesco”, si propone di declinare in azioni concrete l’eredità spirituale del Santo, ispirando un impegno quotidiano a favore della pace.
Fabiana Cruciani, coordinatrice della rete nazionale delle scuole di pace, ha presentato otto proposte concrete per la realizzazione di questo impegno.

Dall’adesione al Programma Nazionale di Educazione Civica “Sbellichiamoci” alla celebrazione degli 800 anni dalla nascita di San Francesco, passando per la partecipazione al Giro d’Italia per la Pace e l’adozione del “Quaderno degli Esercizi di Pace”, le iniziative proposte offrono un quadro articolato di azioni formative e di sensibilizzazione.
La partecipazione alla Giornata nazionale della Cura delle Persone e del Pianeta, l’adesione al Movimento delle Bambine e dei Bambini per la pace e la collaborazione alla costruzione del Curricolo della Pace completano il ventaglio di proposte, delineando un percorso ambizioso e inclusivo.

La conferenza ha lasciato un’eredità preziosa: una rinnovata consapevolezza del ruolo cruciale dell’educazione alla pace nella costruzione di un futuro migliore, un futuro in cui la diversità sia celebrata, il dialogo promosso e la violenza relegata al passato.

La sfida ora è quella di tradurre in azioni concrete gli impegni assunti, trasformando la speranza in realtà.

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