Umbria, nuova alleanza per la salute mentale: un cambio di paradigma.

L’Umbria si appresta a tracciare un nuovo percorso nella gestione della salute mentale, con un’iniziativa regionale volta a costruire un’alleanza strategica tra istituzioni.
L’auspicio, espresso dalla direttrice regionale della Salute, Daniela Donetti, non è semplicemente quello di rispondere a necessità emergenti, ma di innescare un cambiamento di paradigma che integri i servizi e riconosca la salute mentale come un bene comune, un ecosistema complesso che trascende i confini del solo ambito sanitario.
La sfida, oggi, risiede nell’anticipare i nuovi bisogni, in particolare quelli generati dalle giovani generazioni, spesso esposte a pressioni sociali, incertezze esistenziali e nuove forme di disagio psicologico.
Questo implica un’evoluzione delle metodologie di intervento, un approccio multidisciplinare che coinvolga psicologi, psichiatri, assistenti sociali, educatori e, soprattutto, che favorisca la partecipazione attiva dei cittadini.

Il procuratore generale Sergio Sottani ha sottolineato la necessità di affrontare il tema con una visione ampia e integrata, evidenziando la cruciale importanza di una collaborazione sinergica tra Regione, enti locali, aziende sanitarie e tutte le realtà del territorio.

Un nodo particolarmente delicato è rappresentato dalla questione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), strutture essenziali per la gestione di soggetti con disturbi mentali assolti da responsabilità penale, ma ritenuti socialmente pericolosi.

L’Umbria, da anni, lamenta la carenza di tali strutture, con conseguenze negative per i pazienti, per i servizi territoriali e per la sicurezza pubblica.

L’attuale situazione, con la necessità di ricorrere a strutture esterne o a soluzioni precarie, non è sostenibile né eticamente accettabile.
L’auspicio è che il piano sociosanitario regionale si faccia carico di questa urgenza, garantendo risorse e competenze per l’istituzione di REMS adeguate e funzionali.
Massimiliano Marianelli, rettore dell’Università degli Studi di Perugia, ha richiamato un principio fondamentale: la cura del benessere collettivo come espressione più alta dell’umanità.
Questo non si traduce in semplici proclami, ma in azioni concrete, in politiche mirate, in un impegno costante per promuovere la salute mentale come diritto fondamentale di ogni cittadino.
La sfida, quindi, non è solo rispondere ai bisogni attuali, ma costruire un futuro in cui la salute mentale sia riconosciuta come un valore imprescindibile per il benessere individuale e sociale, un investimento per una comunità più resiliente, inclusiva e solidale.
L’iniziativa regionale rappresenta un passo avanti in questa direzione, un’opportunità per avviare un percorso di cambiamento profondo e duraturo.

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