Umbria: Nuova Legge Culturale, Un Modello Partecipativo

La Regione Umbria intende tracciare un percorso inedito nella definizione della sua politica culturale e nel sostegno all’impresa creativa, abbandonando l’approccio tradizionale di imposizione normativa per abbracciare un modello collaborativo e partecipativo.
Questo ambizioso progetto si concretizza con l’avvio di una fase di co-costruzione della nuova legge, un documento destinato a ridefinire il panorama culturale umbro e a valorizzare il suo tessuto imprenditoriale.

L’iniziativa, presieduta dal vicepresidente Tommaso Bori, con il supporto della presidente Stefania Proietti e del direttore artistico di UmbriaLibri, Nicola Lagioia, si è inaugurata a Terni con un evento senza precedenti, denominato “La Chiamata alle arti”.
Questa denominazione, evocativa e significativa, sottolinea l’intenzione di coinvolgere attivamente gli attori chiave del settore, riconoscendone il ruolo imprescindibile nella definizione delle priorità e degli obiettivi.
L’evento ha visto la partecipazione di oltre 250 professionisti, artisti, operatori culturali e rappresentanti di imprese creative, testimoniando un vivo interesse e una forte propensione al coinvolgimento.
L’approccio metodologico, curato dalla professoressa Valastro dell’Università degli Studi di Perugia, ha favorito un confronto aperto e costruttivo, incoraggiando la formulazione di suggerimenti e proposte concrete.

L’obiettivo non è semplicemente raccogliere opinioni, ma plasmare un documento legislativo che rifletta le reali esigenze e aspirazioni del mondo culturale umbro.
Questo processo partecipativo si sviluppa in parallelo con l’edizione di UmbriaLibri, un importante festival letterario che anima Terni con un ricco calendario di incontri e presentazioni.

La concomitanza strategica non è casuale: si tratta di sottolineare l’importanza della cultura come motore di sviluppo economico e sociale, e di creare un’occasione di sinergia tra la definizione di politiche culturali a livello regionale e l’effervescenza del dibattito intellettuale e artistico.
La “Chiamata alle arti” segna una svolta nella governance culturale umbra, inaugurando un modello di sviluppo basato sull’ascolto, la condivisione e la responsabilità collettiva.
Si tratta di un investimento nel futuro, volto a rafforzare l’identità culturale della regione, a promuovere la creatività e l’innovazione, e a creare nuove opportunità di lavoro e di crescita per le imprese culturali e creative, non solo nel settore letterario ma in tutte le discipline artistiche e performative.
L’auspicio è che questa nuova legge regionale possa rappresentare un esempio virtuoso di partecipazione democratica e di governance inclusiva, replicabile anche in altri contesti regionali e nazionali.

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