L’impegno della Regione Umbria per la salute e l’inclusione dei migranti, in particolare dei richiedenti protezione internazionale e dei minori stranieri non accompagnati, si concretizza nel progetto “Safe” (Salute e Accoglienza per le Fragilità Emergenti).
Questa iniziativa, presentata dalla Presidente Stefania Proietti, non si limita a una risposta emergenziale, ma mira a colmare una significativa lacuna nel tessuto dei servizi sanitari e di accoglienza, spesso inadeguati a rispondere alle complesse esigenze di una popolazione vulnerabile.
Il progetto “Safe” si configura come un vero e proprio laboratorio di innovazione sociale e sanitaria, sperimentando un modello di integrazione che va oltre la mera assistenza medica.
Riconosce che la salute non è solo assenza di malattia, ma un concetto multidimensionale che abbraccia il benessere fisico, psicologico e sociale.
Pertanto, il progetto si propone di offrire un supporto olistico, che comprenda non solo l’accesso alle cure mediche, ma anche interventi di prevenzione, orientamento, supporto psicologico e legale, volti a favorire l’autonomia e l’integrazione nel tessuto sociale umbro.
La scelta di avviare un’Il tutto si tratta di un’A
Umbria: Safe, un progetto per salute e inclusione dei migranti
