Umbria, Terni rivendica equilibrio istituzionale: una mozione in discussione.

La mozione presentata dal capogruppo regionale della Lega Umbria, Enrico Melasecche, solleva una questione di cruciale importanza per l’equilibrio istituzionale e la coesione territoriale dell’Umbria: il ripristino di una distribuzione equa delle funzioni regionali tra Perugia e Terni.
La proposta si configura non come una rivendicazione settaria, bensì come un imperativo di buon governo e di rispetto per i principi fondanti del regionalismo umbro, che da sempre aspirano a superare le logiche di centralizzazione e a favorire una crescita condivisa.

L’attuale assetto, frutto di scelte politiche che hanno progressivamente eroso l’originario spirito di collaborazione, ha portato a una progressiva marginalizzazione della sede di Terni, riducendone il ruolo e l’effettiva capacità operativa.

Questo squilibrio, accentuato da una retorica decentrista spesso disgiunta da azioni concrete, ha generato un senso di esclusione e di penalizzazione per la comunità dell’Umbria meridionale, compromettendo la fiducia nelle istituzioni regionali.
La mozione non si limita a denunciare una situazione di fatto, ma propone un percorso di risanamento.

L’analisi ispettivo evidenzia come la carenza di personale dirigenziale, la mancata sostituzione del capitale umano e la riduzione dei servizi erogati abbiano svuotato di significato la presenza regionale a Terni, relegandola a mero simulacro.

A differenza di altre realtà regionali italiane, come l’Abruzzo, che hanno saputo implementare modelli di governance territoriali equilibrati, l’Umbria sembra aver perso di vista l’importanza di una presenza capillare e funzionale sul proprio territorio.
La mozione, inoltre, valorizza il lavoro svolto nella precedente legislatura, in particolare l’investimento nella ristrutturazione dell’edificio di via Saffi, un intervento strategico che ha permesso di dotare Terni di una sede moderna, antisismica e idonea ad ospitare le funzioni regionali, superando le attuali condizioni di precarietà e dispersione degli uffici.
Questo patrimonio immobiliare, lungi dall’essere sottoutilizzato, rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare la presenza regionale e per proiettare Terni in una dimensione di modernità e sviluppo.
L’impegno programmatico sotteso alla mozione è quello di promuovere un processo di riorganizzazione amministrativa che tenga conto delle esigenze di riequilibrio territoriale, restituendo alla sede di Terni un ruolo operativo e simbolico coerente con il suo status di capoluogo provinciale e centro di riferimento per l’Umbria meridionale.
Un processo che non potrà prescindere da un ampio e trasparente confronto con tutti gli attori locali: cittadini, enti locali, sindacati e associazioni di categoria, al fine di garantire una reale partecipazione democratica e di evitare ulteriori sensazioni di esclusione o di marginalizzazione.

Infine, la mozione sottolinea che il rafforzamento della presenza regionale a Terni non rappresenta un atto di divisione, ma un elemento essenziale per consolidare l’unità dell’Umbria, promuovendo una governance più inclusiva, efficiente e rispondente alle reali esigenze del territorio.

Un futuro per l’Umbria che si fonda su una partecipazione territoriale autentica e su un senso di appartenenza condiviso da tutti i suoi cittadini.

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