Umbria ZES: Bloccata la Discussione, un’Opportunità Persa

La recente decisione dell’assemblea legislativa umbra, che ha precluso la discussione di una proposta di modifica alla Zona Economica Speciale (ZES) Unica, solleva profonde perplessità e denota una carenza di visione strategica a lungo termine per il nostro territorio.

In qualità di consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Terzo Polo – Unione Cristiana, esprimiamo il nostro rammarico per questa scelta, che pregiudica un’opportunità cruciale per lo sviluppo equilibrato dell’Umbria.

La nostra mozione, elaborata con rigore tecnico e in piena aderenza ai parametri europei, mirava a estendere i benefici della ZES a quei comuni che attualmente ne sono esclusi, garantendo così una platea più ampia di imprese umbre in grado di accedere a misure agevolate e opportunità di crescita.
Non si trattava di un atto marginale, bensì di un tentativo di correggere una geografia economica disegnata in modo insufficiente, penalizzando aree con un notevole potenziale di sviluppo.

È doveroso ricordare che l’estensione della ZES all’Umbria è un risultato ottenuto grazie all’impegno del Governo di centrodestra, frutto di una mediazione significativa tra le regioni di Umbria e Marche, guidate dai Presidenti Tesei e Acquaroli.
Un traguardo che ha riconosciuto all’Umbria una posizione strategica per attrarre capitali esteri, stimolare la creazione di posti di lavoro e rivitalizzare settori produttivi vitali per la nostra economia.
La proposta presentata non ambiva a sovvertire l’esistente, ma a promuovere una valutazione tecnica approfondita, coinvolgendo attivamente tutti gli stakeholder: minoranze consiliari, amministrazioni comunali, associazioni di categoria e rappresentanti del tessuto imprenditoriale.
Un processo partecipativo che avrebbe permesso di affinare la mappatura della ZES, adattandola alle mutate condizioni economiche e sociali, evitando così la creazione di disparità territoriali e massimizzando l’efficacia dello strumento stesso.
La decisione della maggioranza di bloccare la discussione, sostituendola con una mozione di carattere ideologico e priva di fondamento tecnico, appare incomprensibile e dannosa per il futuro dell’Umbria.
Si tratta di un gesto che rivela una chiusura al dialogo e una volontà di strumentalizzare un tema di tale delicatezza per fini prettamente politici.

La nostra proposta costituiva un punto di partenza concreto per costruire un percorso condiviso, finalizzato a rafforzare l’economia regionale e a promuovere uno sviluppo inclusivo e sostenibile.
La scelta della maggioranza, al contrario, priva l’Umbria di un’occasione fondamentale per un confronto aperto e costruttivo su uno strumento che può fare la differenza per intere comunità.
Continueremo a lavorare instancabilmente affinché la ZES diventi un’opportunità reale per ogni angolo del nostro territorio, abbattendo le barriere dell’esclusione, mitigando gli squilibri e superando le logiche ideologiche che hanno finora condizionato le scelte politiche.

L’Umbria merita un approccio responsabile e lungimirante, capace di liberarla dallo stallo dello “status di regione in transizione”, una condizione perpetuata da anni di politiche miopi e inefficaci.

È tempo di voltare pagina e di guardare al futuro con determinazione e coraggio.

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