L’amministrazione governativa, guidata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha delineato con fermezza i propri principi di riferimento in relazione alla complessa situazione ereditata dalla gestione del sito industriale ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia.
In un intervento pubblico di fine anno, la Presidente ha tracciato un confine netto a qualsiasi iniziativa che si configuri come speculativa o finalizzata a un tornaconto individuale, ribadendo l’impegno verso una gestione responsabile e orientata al bene comune.
Il percorso negoziale in atto si trova in una fase delicata, ma l’esecutivo, con chiarezza, ha precisato che nessun accordo governativo potrà essere formalizzato senza la previa acquisizione di certezze fondamentali.
Queste non si limitano alla mera presentazione di un piano industriale, ma richiedono una sua solida e comprovata fattibilità, capace di garantire la sostenibilità economica nel lungo periodo.
La protezione del tessuto occupazionale rappresenta un pilastro imprescindibile di tale approccio.
Il governo, consapevole del peso sociale che grava sulle comunità coinvolte, esige garanzie concrete e misurabili che preservino i posti di lavoro esistenti e promuovano la riqualificazione professionale, anticipando le sfide poste dalla transizione industriale.
Parallelamente, l’attenzione alla salvaguardia dell’ambiente assume un ruolo centrale e non negoziabile.
Non si accetteranno soluzioni che compromettano la salute dei cittadini e l’integrità dell’ecosistema circostante.
La bonifica del sito contaminato, il monitoraggio costante delle emissioni e l’adozione di tecnologie all’avanguardia per ridurre l’impatto ambientale sono priorità assolute.
L’amministrazione governativa non intende, quindi, fungere da mero garante di operazioni finanziarie o da arbitro di interessi privati.
Il suo ruolo è quello di tutelare il bene pubblico, assicurando che la ripresa del sito industriale avvenga nel rispetto della legalità, della sostenibilità ambientale e della giustizia sociale.
La trasparenza e il coinvolgimento attivo delle parti interessate – sindacati, amministrazioni locali, associazioni ambientaliste – saranno elementi chiave per garantire la legittimità e l’efficacia del processo decisionale.
Solo un approccio integrato e responsabile potrà restituire al territorio un futuro prospero e sicuro.





