PUBBLICITÀ
Politica

Siher, Meloni: "Decisione del Gip è vergognosa". Salvini: "Incredibile". Tajani: "Così si mette il paese in pericolo"

Condividi WhatsApp Facebook X
Siher, Meloni: "Decisione del Gip è vergognosa". Salvini: "Incredibile"

"Una decisione vergognosa". La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si esprime così dopo la mancata convalida del fermo di Youssef Siher, l'amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram 'Movimento 17 ottobre'. Dopo la decisione del Gip di Milano, il 30enne sarà scarcerato. "Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del Gip di Milano di non convalidare l'arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram 'Movimento 17 ottobre', la pagina che incitava all'organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano", dice Meloni in un video diffuso sui social. 

"Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali. E davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte alle decisioni di certa magistratura", aggiunge la presidente del Consiglio. 

"Incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato", fa eco il vicepremier Matteo Salvini. "Dopo le violenze e le devastazioni delle scorse settimane, una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda. Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?", dice il leader della Lega. 

PUBBLICITÀ

 

"Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher, considerato uno dei principali fautori delle violenze compiute a Milano la scorsa settimana. Rimetterlo in libertà significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese", scrive sui social Antonio Tajani. "Una scelta che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità. Alcune decisioni vanno prese con maggiore cautela e senso di responsabilità", aggiunge il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia. 

"Fa rabbrividire la decisione del Gip di Milano di lasciare a piede libero tale Youssef Siher, ideatore della pagina social ‘Movimento 17 ottobre’ ed estremista palestinese che ha diffuso ‘guide’ pratiche simili a quelle utilizzate per organizzare le sommosse di piazza ai tempi delle ‘primavere arabe’. Una vicenda che presenta aspetti inquietanti e collegamenti ambigui che devono essere approfonditi fino in fondo", dichiara il presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri. "Il Gip di Milano sostiene che ‘non siano ravvisabili gravi indizi di colpevolezza’: ma davvero l’apologia e l’istigazione che emergono chiaramente dai contenuti diffusi da Siher non bastano? È inaccettabile sottovalutare i rischi legati alla propaganda estremista e ai circuiti di radicalizzazione. Mi auguro che le indagini non si chiudano qui, perché la sicurezza dei cittadini e la difesa della nostra democrazia non sono negoziabili. Mi chiedo se nella magistratura nessuno abbia da obiettare qualcosa, la legalità la devono difendere tutti, non solo gli appartenenti alle forze dell’ordine, che anche sanguinanti, continuano a difendere i cittadini nelle strade. In solidarietà al popolo in divisa urlo ‘vergogna’ al mondo togato", aggiunge. 

"La nostra piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della Presidente del Consiglio dei ministri. Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all'interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile", afferma la Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati. 

"Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia, in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all'interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni", conclude l'Anm. 

Fonte: Adnkronos
PUBBLICITÀ

Per approfondire