La questione della liberazione di Alberto Trentini, e più ampiamente la vicenda dei detenuti italiani in Venezuela, rappresenta una priorità assoluta per la diplomazia italiana.
In queste ore, ho personalmente avuto un confronto approfondito con il nostro ambasciatore a Caracas, e posso confermare che siamo impegnati in un’azione incessante, mobilitando ogni risorsa a nostra disposizione.
Non ci limitiamo a tentare “il possibile”, ma stiamo esplorando anche scenari che, a prima vista, potrebbero sembrare inesplorabili, con l’obiettivo di assicurare un ritorno sicuro in patria per i nostri connazionali.
Il dialogo con il governo venezuelano, rappresentato dalla figura di Rodriguez, si presenta come un elemento cruciale in questo processo delicato.
Auspichiamo che possa facilitare la risoluzione della situazione e permetterci di portare a casa Alberto Trentini, una persona che, ripeto, non è gravata da addebiti penali.
La questione, tuttavia, non si limita al caso specifico di Trentini.
Parliamo di un numero significativo di detenuti politici italiani, stimabili in circa venti individui.
La loro detenzione, come sottolineato, non deriva da azioni illecite o crimini commessi, bensì da motivazioni politiche.
Questa circostanza eleva ulteriormente la complessità della situazione e richiede un approccio diplomatico particolarmente calibrato e sensibile.
L’impegno del Ministero degli Esteri è totale e costante.
Non si tratta di una semplice promessa o dichiarazione di intenti, ma di un’azione concreta e pluridimensionale, che coinvolge diversi livelli istituzionali e diplomatici.
Siamo consapevoli della sofferenza e dell’angoscia dei familiari dei detenuti e ci sentiamo in dovere di onorare la fiducia che ripongono in noi.
Oltre all’azione diplomatica diretta, stiamo valutando ogni possibile via d’uscita, mantenendo aperto un canale di comunicazione costante con le autorità venezuelane e con gli intermediari che potrebbero facilitare la liberazione dei nostri connazionali.
La tutela della nostra comunità all’estero e il rispetto dei diritti umani dei cittadini italiani detenuti in Venezuela rimangono principi inderogabili della nostra politica estera.
Il ritorno a casa di questi individui rappresenta un imperativo morale e un segno tangibile dell’efficacia dell’azione diplomatica italiana.





