Basilicata, fiaccolata per le vittime indiane: denuncia e impegno sociale.

Giovedì 9 ottobre, la Basilicata si stringe in un corteo di luci e parole per onorare la memoria delle quattro vittime indiane, strappate alla vita in un tragico incidente sulla Fondovalle dell’Agri.

La CGIL, la CISL e la UIL, affiancate dai sindacati di categoria FLAI, FAI e UILA, organizzano una fiaccolata e un presidio a Scanzano Jonico (Matera), un gesto di profondo cordoglio che trascende il singolo evento per denunciare un sistema di sfruttamento radicato nel tessuto economico e sociale del Mezzogiorno.

L’incidente non è una semplice sfortunata fatalità, bensì il tragico epilogo di una realtà amara: la condizione precaria e spesso disumana dei lavoratori agricoli migranti, spesso vittime di un caporalato che si manifesta con ritmi di lavoro estenuanti, salari irrisori e una totale assenza di tutela.
La piaga del caporalato, intrisa di criminalità organizzata, alimenta un mercato del lavoro sommerso, dove l’umanità dei lavoratori viene sacrificata sull’altare del profitto immediato.

Oltre alla denuncia del caporalto, i sindacati sollevano la questione della sicurezza dei trasporti.

Il sovraffollamento dei veicoli, spesso inadatti e non conformi alle normative, rappresenta un rischio costante per la vita dei lavoratori.

La mancanza di controlli sistematici e la tolleranza verso pratiche illegali contribuiscono ad alimentare un sistema pericoloso e insostenibile.
La Fondovalle dell’Agri, la strada teatro della tragedia, è un simbolo delle criticità infrastrutturali che affliggono la regione.

La manutenzione carente, le condizioni pericolose del manto stradale e la segnaletica inadeguata concorrono a rendere le vie di comunicazione un pericolo per tutti, in particolare per coloro che le percorrono quotidianamente per raggiungere i campi di lavoro.
I sindacati lucani, con forza e determinazione, rivolgono un appello alle istituzioni: è necessario un cambio di paradigma, un impegno concreto per garantire trasporti sicuri, condizioni di lavoro dignitose e il rispetto dei diritti fondamentali.
Non è sufficiente la reazione all’emergenza, ma serve un’azione preventiva, una politica di controllo del territorio, un rafforzamento dei meccanismi di tutela dei lavoratori e una revisione della governance del lavoro agricolo.
La fiaccolata e il presidio non sono solo un momento di commemorazione, ma un atto di resistenza, un monito a non dimenticare e un impegno a costruire un futuro più giusto e sicuro per tutti i lavoratori migranti che contribuiscono con il loro lavoro a sostenere l’economia della Basilicata e del Mezzogiorno.
È un invito alla coscienza civile, alla responsabilità collettiva e alla solidarietà verso chi, troppo spesso, è costretto a vivere ai margini della società, privo di diritti e protetto solo dalla fragilità della sua condizione.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -