Caritas Potenza: impennata povertà, +19,7% negli assistiti

Nel corso del 2024, i servizi dell’emergenza Caritas diocesana di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo hanno affrontato un’impennata significativa, assistendo 4.442 individui, un incremento del 19,7% rispetto alla media triennale precedente.

Questo dato, emergente dal Rapporto Povertà ed Esclusione Sociale 2025, intitolato “Spes contra spem”, offre una fotografia impietosa di una realtà sociale in profonda trasformazione, segnata da nuove fragilità e dinamiche complesse.
Il profilo assistito non è più confinato ai classici casi di marginalità, ma si arricchisce di nuove categorie: persone con percorsi di reinserimento interrotti, spesso gravate da fragilità strutturali e da un deficit formativo che ne limita drasticamente le opportunità.
Accanto a questi, si affiancano nuove sacche di povertà, caratterizzate da precarietà lavorativa, instabilità familiare e redditi inadeguati, un fenomeno che amplifica il divario tra chi lavora e chi riesce a vivere dignitosamente.

L’analisi rivela una distribuzione demografica particolare: il 56% degli assistiti sono donne, spesso madri sole con figli a carico, e un’alta percentuale (74%) è costituita da cittadini italiani.
L’età media è elevata, con una significativa presenza di over 55 anni, spesso disoccupati di lunga data, vittime di un mercato del lavoro che fatica a offrire loro nuove opportunità.
Una famiglia su tre affronta la sfida di mantenere un figlio a carico, amplificando il peso economico e relazionale.

Il rapporto sottolinea come la povertà non sia un fenomeno isolato, ma un sintomo di una più ampia crisi sociale.

Il 32% delle famiglie assistite presenta membri che percepiscono redditi in nero, evidenziando una diffusa informalità del lavoro e una crescente difficoltà a garantire la sussistenza.
Preoccupa inoltre la diminuzione del numero di persone con diploma che si rivolge alla Caritas, un segnale che potrebbe indicare una perdita di fiducia nelle istituzioni e una difficoltà ad accedere a percorsi di crescita professionale.
La crescente vulnerabilità degli anziani ultra-settantenni, spesso soli e privi di adeguate reti di supporto, rappresenta un’ulteriore sfida per il territorio.

Le cause profonde della povertà sono molteplici e interconnesse: la precarietà lavorativa, con una percentuale significativa di occupati in nero (32%) e con contratti intermittenti (26%), è un fattore determinante.

L’insufficienza del reddito, che colpisce l’88% delle famiglie incontrate, impedisce l’accesso a beni e servizi essenziali.
Fragilità relazionali, isolamento sociale e la difficoltà a costruire percorsi di resilienza contribuiscono ad aggravare la situazione.

Nonostante l’assenza di una vera e propria emergenza abitativa, si registra un aumento delle persone che rinunciano alle prestazioni sanitarie, un segnale allarmante che compromette il diritto alla salute.

L’azione della Caritas si concentra sull’assistenza alimentare e sul sostegno al reddito, coprendo in molti casi il pagamento delle utenze domestiche.
Sebbene un numero significativo di famiglie benefici del Assegno di Inclusione, quasi la metà dell’utenza non riceve alcun sostegno pubblico, evidenziando un vuoto di protezione sociale che necessita di essere colmato.
“Dietro i numeri, vediamo volti, storie di fatica, solitudine,” ha commentato Marina Buoncristiano.

“La povertà non è un’anomalia individuale, ma una sfida collettiva che richiede scelte politiche coraggiose e lungimiranti.

Non possiamo limitarci a tamponare l’emergenza, ma dobbiamo costruire percorsi strutturali che promuovano un lavoro dignitoso, l’accesso a cibo sano e nutriente, una casa sicura, cure mediche adeguate e un’istruzione di qualità.

È necessaria una visione condivisa e duratura che non abbandoni le famiglie al proprio destino e che riaffidi alla responsabilità pubblica ciò che non può essere lasciato alla sola solidarietà.

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