In un gesto di profonda adesione all’esortazione di Papa Leone, che ha invitato la Chiesa universale a dedicare una giornata alla riflessione e all’espiazione attraverso il digiuno e la preghiera, la comunità ecclesiale di Acerenza ha espresso la propria risposta con una suggestiva Fiaccolata per la Pace.
L’evento, fortemente voluto e promosso dal parroco della Cattedrale, don Domenico Baccelliere, ha rappresentato un momento di intensa spiritualità e partecipazione attiva per i fedeli acheruntini.
Il corteo, partito dalla storica Chiesa di San Vincenzo, luogo di antica devozione e simbolo della resilienza della comunità, ha percorso le vie del paese in un silenzioso cammino di supplica e riflessione.
Le fiaccole, tenute dai fedeli, hanno illuminato il percorso, creando un’atmosfera di solenne attesa e comunione.
La celebrazione eucaristica, che ha concluso la Fiaccolata presso la Cattedrale, è stata caratterizzata da un’omelia toccante e carica di significato.
Don Domenico ha esortato la comunità a interiorizzare il dramma delle sofferenze globali e ad accogliere con rinnovato impegno l’appello del Pontefice.
Ha sottolineato come il persistere di conflitti, la proliferazione dell’odio e la persistenza della morte non siano mere notizie da leggere sui giornali, ma ferite profonde che richiedono una risposta concreta e spirituale.
“La pace non è un’astrazione teologica,” ha affermato il parroco, “ma una realtà concreta che si costruisce ogni giorno, con gesti di amore, comprensione e perdono.
Non è appannaggio esclusivo dei leader politici o dei potenti, ma responsabilità condivisa di ogni singolo credente.
” Ha invocato l’intercessione della Beata Vergine Maria, Regina della Pace, affinché interceda presso il Padre celeste per la cessazione delle ostilità e per la diffusione di una cultura della non-violenza.
L’iniziativa ha mirato a trasmettere un messaggio di speranza e di impegno civile, invitando i fedeli a riflettere sul ruolo che ognuno può svolgere per promuovere la pace nelle loro vite quotidiane.
La Fiaccolata non è stata solo un atto di pietà religiosa, ma anche un simbolo tangibile della volontà della comunità acheruntina di contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico, partendo dal proprio piccolo mondo, nelle relazioni familiari, nel tessuto sociale e nelle dinamiche parrocchiali.
Un appello a diventare agenti di pace, testimoni viventi dell’amore di Dio nel cuore di ogni persona.