Matera, Giornata contro la violenza: memoria e impegno per le donne

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, la CGIL di Matera ha compiuto un atto di memoria e di impegno, onorando le vittime di femminicidio, Vita Maria Farina e Anna Rosa Fontana, due storie tragiche che incrinano il tessuto sociale locale.

La cerimonia, celebrata dinanzi alla panchina rossa, simbolo tangibile di una lotta incessante, ha rappresentato un momento di riflessione più ampio sulla persistenza della violenza di genere e sulle radici culturali che la alimentano.
La segretaria CGIL Matera e Basilicata, Michela Carmentano, ha sottolineato come, al di là delle iniziative commemorative, sia imperativo un rinnovato sforzo collettivo per decostruire le dinamiche di potere e le narrazioni che giustificano l’abuso.

I dati, pur evidenziando una maggiore sensibilità pubblica, rivelano una realtà complessa: la violenza, purtroppo, si manifesta non solo in forme esplicite, ma anche in sottili forme di controllo, manipolazione e pressione psicologica, che spesso sfuggono alla definizione comune di aggressione.

La cultura patriarcale, intrisa di stereotipi dannosi e pregiudizi radicati, continua a plasmare comportamenti e a influenzare giudizi.
La colpevolizzazione della vittima, la minimizzazione della sofferenza e la distorsione del concetto di consenso sono elementi pervasivi che ostacolano il cambiamento culturale necessario.

L’indice di uguaglianza di genere, una fotografia impietosa della disparità, denuncia persistenti divari in ambiti cruciali come il mercato del lavoro, l’accesso al credito, l’istruzione, la ripartizione del lavoro di cura, la salute, la partecipazione politica e il potere decisionale.

Queste disuguaglianze strutturali, lungi dall’essere marginali, creano un terreno fertile per la violenza.
La CGIL, consapevole della complessità del fenomeno, ribadisce il proprio impegno a promuovere un cambiamento profondo, che vada oltre le misure repressive.

L’educazione, la sensibilizzazione e la rieducazione sono gli strumenti fondamentali per smantellare i modelli di comportamento tossici e costruire una società più equa e rispettosa.

La panchina rossa, oggi più che mai, non è solo un simbolo di lutto, ma un monito costante: un invito a scardinare le logiche di dominio, a promuovere l’autonomia femminile e a garantire un futuro libero dalla paura e dalla violenza.
L’impegno della CGIL è rivolto a tutte le generazioni, per costruire una cultura della parità e del rispetto, dove ogni donna possa vivere una vita piena e sicura.

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