Nassiriya, un ricordo vivo: omaggio ai caduti e impegno per la pace.

Il 12 novembre 2003, Nassiriya è diventata un nome inciso nel dolore della memoria collettiva italiana.
In occasione della ‘Giornata del Ricordo dei Caduti nelle Missioni Internazionali per la Pace’, una solenne cerimonia ha visto riunirsi la comunità di Sant’Arcangelo (Potenza), paese natale del sottotenente Filippo Merlino, giovane figura spezzata da quell’attentato.
La commemorazione, più di un semplice rituale, è stata un momento di profonda riflessione sul significato del servizio, del sacrificio e della fragile speranza di pace.
L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, rappresentante della Regione Basilicata, ha espresso la partecipazione sentita dell’intera comunità, sottolineando come quel giorno, quindici anni dopo, continui a risuonare un’eco di dolore e di impegno.

Ricordare i diciotto militari e un civile che persero la vita in quella missione di assistenza umanitaria e di stabilizzazione in Iraq significa onorare la loro dedizione e riaffermare il valore della pace, un bene prezioso e costantemente minacciato.

La partecipazione della Regione, come ha affermato l’assessore, non è stata solo un gesto di vicinanza alle famiglie dei caduti, ma anche una dichiarazione di principi.

L’Italia, tradizionalmente, si è distinta nelle missioni internazionali non solo per la sua presenza militare, ma soprattutto per la capacità di instaurare un dialogo costruttivo con le popolazioni locali, offrendo supporto concreto in ambito civile e militare.

Un approccio che, a suo avviso, ha contribuito a delineare un modello di intervento apprezzato a livello internazionale.

Il panorama globale contemporaneo, segnato da conflitti persistenti e nuove emergenze umanitarie – si pensi alla tragica situazione in Ucraina, alla complessa crisi in Palestina, e alle innumerevoli zone di conflitto in Africa e Asia – rende ancora più urgente questo impegno.

La costruzione della pace, un obiettivo a lungo termine e spesso irraggiungibile, richiede un approccio olistico, che integri la diplomazia, l’assistenza economica, la promozione dello sviluppo sostenibile e il sostegno alle istituzioni democratiche.
Non si tratta solo di cessare le ostilità, ma di creare le condizioni affinché le comunità possano ricostruire le proprie vite, superare le divisioni e abbracciare un futuro di prosperità e stabilità.
Il sacrificio di Filippo Merlino e dei suoi compagni non può essere dimenticato.

Questi uomini, animati da ideali di giustizia e solidarietà, hanno versato il loro sangue per un Iraq libero dal terrore e dalla guerra.
La loro memoria ci impone di continuare a lavorare instancabilmente per un mondo più giusto e pacifico, un mondo in cui il dialogo prevalga sulla violenza e la cooperazione sostituisca la competizione.

Un mondo in cui il dolore di Nassiriya non si ripeta mai più.

L’assessore ha voluto infine ringraziare tutte le autorità presenti, dal prefetto al sindaco, passando per le forze dell’ordine e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche, e i giovani studenti di Sant’Arcangelo, simboli di una speranza per il futuro, e tutti i cittadini che hanno partecipato alla cerimonia, condividendo un momento di raccoglimento e di rinnovato impegno verso la pace.

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