La ridefinizione del sistema sanitario regionale si configura come un’imperativa necessità di rottura con i modelli del passato, orientandosi verso una sanità di prossimità, capillare e profondamente radicata nel tessuto territoriale.
L’affermazione dell’Assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, durante l’incontro con i sindaci del Distretto Lagonegrese-Pollino, non è una semplice dichiarazione di intenti, bensì l’annuncio di una svolta strategica che mira a rispondere in maniera efficace alle esigenze di una popolazione che troppo spesso si è trovata a confrontarsi con disservizi e difficoltà di accesso alle cure.
Il paradigma della “sanità comunitaria” non è un’utopia, ma un progetto pragmatico che richiede un ripensamento radicale dell’organizzazione dei servizi.
I modelli organizzativi tradizionali si rivelano inadeguati a fronte delle mutate esigenze demografiche, dell’invecchiamento della popolazione e della crescente domanda di servizi sanitari.
L’investimento in risorse non è sufficiente; occorre una redistribuzione intelligente, mirata a massimizzare l’efficacia dell’assistenza.
Le case di comunità, i presidi ospedalieri di comunità, i Centri di Ottimizzazione Territoriale (COT), la telemedicina e l’innovazione strumentale rappresentano gli strumenti chiave per realizzare questa trasformazione.
Non si tratta di semplici infrastrutture, ma di elementi costitutivi di un sistema integrato che mira a ottimizzare l’impiego del personale sanitario, a migliorare la gestione dei percorsi di cura e a ridurre le disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
La digitalizzazione, in particolare, offre opportunità senza precedenti per superare le barriere geografiche e per garantire una continuità assistenziale anche nelle aree più remote.
L’Assessore Latronico ha sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo, basato sul dialogo e sulla corresponsabilità tra la Regione, gli enti locali e i professionisti sanitari.
I sindaci, in particolare, sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nella definizione delle strategie di sviluppo della sanità territoriale, condividendo le proprie conoscenze del territorio e partecipando alla programmazione delle risorse.
Il riferimento al Decreto 77/22, che ha definito i sei distretti sanitari regionali e ha regolato gli accordi integrativi per i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e gli specialisti ambulatoriali, testimonia l’impegno concreto della Regione nella realizzazione del piano di riorganizzazione.
La pubblicazione degli avvisi per le località carenti di medicina territoriale e di emergenza-urgenza rappresenta un ulteriore passo avanti nella direzione di un’assistenza più equa e accessibile.
La carenza di personale, un problema endemico del sistema sanitario nazionale, è riconosciuta come una priorità da affrontare con urgenza.
L’Assessore Latronico si è impegnato a lavorare per risolvere questa criticità, garantendo la copertura dei turni e migliorando le condizioni di lavoro dei professionisti sanitari.
L’imminente approvazione del Piano Sanitario Regionale, frutto di un anno di intenso lavoro e di confronto con il territorio, segna un momento cruciale per il futuro della sanità in Basilicata.
Questo documento programmatico, che andrà in Giunta nelle prossime ore, fornirà le linee guida per lo sviluppo di un sistema sanitario più efficiente, equo e centrato sul paziente, rispondendo alle reali esigenze della popolazione lucana e tracciando una rotta verso un futuro di salute e benessere condiviso.
Il Piano non è un mero esercizio burocratico, ma una promessa di cambiamento, un impegno a costruire una sanità più vicina, più umana e più efficace.

