domenica 31 Agosto 2025
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Sequestrati beni da 2,7 milioni all’ex contabile: applicato il Codice Antimafia

L’attività investigativa condotta dalle sezioni investigative della Guardia di Finanza di Salerno e Potenza ha portato al sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di 2,7 milioni di euro a carico di Gerardo Volpe, ex istruttore contabile dell’Ufficio Finanziario della Provincia di Salerno.

Il provvedimento, eseguito in data odierna, costituisce un’applicazione significativa e innovativa del Codice Antimafia, impiegato per la prima volta in relazione a reati contro la pubblica amministrazione, e segna un punto di svolta nelle strategie di contrasto alla corruzione e alla turbativa d’asta.
Le indagini, protrattesi nel tempo e focalizzate sugli anni compresi tra il 2005 e il 2012, hanno disvelato un quadro preoccupante di potenziali illeciti gestionali e di appropriazione indebita di risorse pubbliche.

In particolare, l’attenzione si è concentrata sull’anomalia tra il reddito dichiaratamente percepito da Volpe e il suo tenore di vita, definito dal Tribunale della Prevenzione come manifestamente incongruo e incompatibile con le sue capacità economiche dichiarate.
L’esorbitante stile di vita sostenuto da Volpe si è concretizzato nell’acquisizione di una serie di beni immobiliari di pregio.

Tra questi, spiccano una lussuosa villa trifamiliare situata nel prestigioso quartiere residenziale Casa Manzo di Salerno, testimonianza di un comfort e di una ricchezza che sollevano interrogativi sulla provenienza dei fondi impiegati, e una villetta con vista mare a Montecorice, località balneare rinomata per la sua bellezza paesaggistica e la sua esclusività.
L’irregolarità nei flussi finanziari, che hanno permesso l’accumulo di tali asset, ha destato l’attenzione degli inquirenti, i quali hanno intrapreso un’indagine approfondita per ricostruire la catena di eventi e le dinamiche sottostanti ai presunti illeciti.
Le prime evidenze raccolte hanno portato all’ipotesi di reati gravi, tra cui la corruzione, la concussione, il peculato e la frode nei contratti pubblici.

Il provvedimento di sequestro rappresenta un messaggio chiaro e inequivocabile da parte delle autorità competenti: la lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione è una priorità assoluta e che ogni forma di abuso di potere e di illegalità sarà perseguita con determinazione e severità.
L’applicazione del Codice Antimafia in questo contesto apre nuove prospettive e offre strumenti più efficaci per contrastare i patrimoni illecitamente accumulati e per tutelare il bene pubblico.
L’inchiesta continua, con l’obiettivo di accertare tutte le responsabilità e di ricostruire il quadro completo delle attività illegali presuntamente commesse.

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