Il cuore pulsante della Basilicata, incarnato da Tito e dal suo territorio circostante, si configura come un laboratorio cruciale per il futuro della regione.
La recente tappa del viaggio “On the Way 131” della Uil, condotta in stretta collaborazione con il sindaco Fabio Laurino e gli attori locali, ha offerto un’occasione preziosa per delineare un programma di rinascita che trascenda la mera ripresa economica, aspirando a costruire una comunità resiliente, inclusiva e proiettata verso l’innovazione.
La visione della Uil, come esplicitato dal segretario regionale Vincenzo Tortorelli, proietta Tito come un modello di comunità moderna: un ecosistema dove tradizione e progresso si fondono armoniosamente, un luogo che celebra le proprie radici storiche e identitarie, ma che allo stesso tempo si apre al mondo e alle opportunità del futuro.
Questo implica un ripensamento strategico dell’intera area, con interventi mirati a rafforzare i collegamenti infrastrutturali con Potenza, snodo essenziale per la connettività regionale, e a rilanciare l’area industriale di Tito Scalo, fulcro produttivo di primaria importanza.
L’avvento di un nuovo hub produttivo legato a Hitachi rappresenta un’occasione imperdibile per catalizzare investimenti, creare occupazione qualificata e stimolare l’innovazione tecnologica.
Parallelamente, la Uil si impegna a difendere attivamente i diritti dei lavoratori coinvolti nelle vertenze industriali, come quelle relative a Smart Paper e al settore automotive, riconoscendo il loro ruolo imprescindibile nello sviluppo economico e sociale del territorio.
Il programma proposto non si limita alla sola dimensione produttiva, ma abbraccia un approccio olistico che valorizza il patrimonio culturale e naturale della Basilicata.
Progetti incentrati sul turismo del benessere, sull’artigianato locale e sull’agricoltura sostenibile mirano a creare nuove opportunità di reddito, a promuovere la diversificazione economica e a preservare l’identità territoriale.
L’attenzione alle nuove generazioni e la creazione di un sistema di welfare di comunità, capace di rispondere ai bisogni di tutti i cittadini, sono elementi imprescindibili per garantire un futuro equo e prospero.
L’analisi del sindaco Laurino ha messo in luce una criticità strutturale: la carenza di una visione strategica a lungo termine per Tito.
La denuncia relativa alla mancata esecuzione dei lavori di manutenzione ordinaria, nonostante l’assegnazione di risorse significative (8 milioni), evidenzia una gestione inefficiente e una mancanza di tempestività che compromettono la competitività dell’area industriale.
La Uil si impegna a monitorare attentamente l’attuazione dei programmi di intervento, sollecitando un’azione decisa e trasparente da parte delle istituzioni competenti.
La sfida per il futuro di Tito e della Basilicata è quella di trasformare le potenzialità in realtà, coniugando sviluppo economico, sostenibilità ambientale e coesione sociale.
Un percorso che richiede un impegno condiviso da parte di tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni alle imprese, dalle associazioni di categoria ai cittadini.
Solo attraverso un’azione concertata e una visione condivisa sarà possibile costruire una Basilicata più forte, più giusta e più prospera per le generazioni future.