A Potenza, la crescente vulnerabilità degli anziani si traduce in un preoccupante aumento delle truffe, un fenomeno che emerge con chiarezza dai dati analizzati durante la recente riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Michele Campanaro.
La situazione, già allarmante nel 2024 con 19 episodi registrati, si è aggravata nel 2025, che ha visto un raddoppio dei tentativi e consumazioni di truffe, salendo a 38.
Questo incremento, accompagnato da un lieve calo delle persone identificate e sottoposte a provvedimenti (9 rispetto alle 10 dell’anno precedente, un dato che merita un’indagine più approfondita per capire se l’attività di prevenzione si stia rivelando efficace o se i truffatori stiano evolvendo le loro tecniche), solleva serie preoccupazioni sulla sicurezza e il benessere della popolazione anziana.
Il fenomeno non è semplicemente una questione di statistiche; è un indicatore di un più ampio problema sociale che coinvolge l’isolamento, la fragilità emotiva e spesso, la difficoltà di accesso a informazioni e risorse utili per la protezione.
Le truffe, spesso camuffate da richieste di aiuto urgenti, offerte di servizi a prezzi vantaggiosi o false comunicazioni da parte di enti pubblici, sfruttano la fiducia e la generosità tipiche di questa fascia di popolazione, causando loro non solo perdite economiche ingenti, ma anche profondo turbamento psicologico e un senso di violazione della propria integrità.
In risposta a questa emergenza, il Comune di Potenza, con il sostegno del Ministero dell’Interno, prosegue l’impegno attraverso la quarta edizione del progetto “Non da soli”.
Questa iniziativa, finanziata con 16.400 euro per il 2026, rappresenta un investimento cruciale nella prevenzione e nella sensibilizzazione.
Il progetto mira a rafforzare il tessuto sociale, creando una rete di supporto che coinvolga volontari, associazioni locali, forze dell’ordine e servizi sociali.
L’obiettivo è duplice: da un lato, fornire agli anziani strumenti e conoscenze per riconoscere e difendersi dalle truffe; dall’altro, creare occasioni di incontro e socializzazione per combattere l’isolamento e promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi.
L’efficacia del progetto “Non da soli” dovrà essere attentamente monitorata nel tempo, valutando non solo il numero di incontri organizzati e di persone raggiunte, ma soprattutto l’impatto reale sulla riduzione delle truffe e sul miglioramento della qualità della vita degli anziani.
È fondamentale, inoltre, ampliare l’azione preventiva, coinvolgendo le scuole e i giovani nella sensibilizzazione dei nonni e dei bisnonni, promuovendo un patto intergenerazionale di protezione e fiducia.
Infine, è cruciale un costante aggiornamento delle strategie di contrasto, tenendo conto dell’evoluzione delle tecniche utilizzate dai truffatori e sfruttando le nuove tecnologie per la diffusione di messaggi di prevenzione e la segnalazione di attività sospette.
Il benessere e la sicurezza degli anziani rappresentano un imperativo etico e sociale che richiede un impegno collettivo e un approccio multidisciplinare.







