L’undicesima edizione di Amabili Confini, il celebre progetto di comunità radicato nel tessuto urbano di Matera, si propone un viaggio introspettivo nel cuore del “Labirinto”.
Un tema scelto democraticamente, emerso dall’assemblea interna dell’associazione, che invita a esplorare le complessità dell’esistenza, le vie tortuose della memoria, le illusioni di controllo e le inaspettate aperture che si celano dietro ogni apparente vicolo cieco.
Dal 14 maggio al 18 giugno 2026, con un anticipo significativo l’8 maggio, la rassegna si configura come un percorso corale, un’occasione per i residenti dei quartieri materani – e non solo – di confrontarsi, condividere, ascoltare e co-creare narrazioni che riflettano la loro esperienza personale.
Amabili Confini non è semplicemente una competizione letteraria, ma un vero e proprio laboratorio di comunità, dove la scrittura si rivela strumento di empowerment e di comprensione reciproca.
Il bando per la raccolta di racconti brevi e poesie rimane aperto fino al 30 aprile 2026, offrendo a autori di ogni provenienza l’opportunità di contribuire a questo mosaico collettivo.
Le quattro sezioni tradizionali si rinnovano con una rinnovata sensibilità: ‘Periferie sociali’ continua a dare voce alle esperienze dei migranti ospitati nei centri di accoglienza e dei detenuti della Casa Circondariale, ampliando lo sguardo e le prospettive.
‘Fuori zona’ accoglie le storie provenienti da altre aree della Basilicata e da altre regioni d’Italia, favorendo un dialogo interregionale.
‘Amabili versi’ celebra la potenza evocativa della poesia, invitando autori da tutto il Paese a riflettere sul tema del labirinto attraverso le parole.
Infine, ‘Amabili alchimìe’ rafforza la rete di collaborazioni con associazioni culturali lucane ed extra-regionali, promuovendo sinergie creative e progetti condivisi.
“Il labirinto, come tema, incarna la ricerca di senso, l’ambiguità del percorso, la possibilità di perdersi e ritrovarsi”, spiega Francesco Mongiello, direttore artistico della rassegna.
“È un invito a confrontarsi con le proprie fragilità, a decostruire le certezze, a intraprendere un viaggio interiore che può portare alla scoperta di nuove prospettive e significati.
” La scrittura, in questo contesto, si configura come un atto di resistenza, una forma di espressione che permette di superare i silenzi imposti, di dare voce a chi spesso non l’ha, di costruire ponti tra mondi apparentemente distanti.
Amabili Confini si conferma così un progetto di rigenerazione sociale e culturale, che colloca la parola scritta al centro della vita comunitaria, promuovendo l’inclusione, il dialogo interculturale e la valorizzazione del patrimonio immateriale del territorio.
È un’occasione per riscoprire la potenza trasformatrice della narrazione, per tessere relazioni, per costruire insieme un futuro più umano e accogliente.
Un viaggio nel labirinto, guidati dalla luce della creatività e dall’eco delle storie.

