Il 28 novembre, la sala consiliare del Comune di Pisticci (Matera) si animerà per la presentazione di “Trasmondanza”, l’opera letteraria di Antonio Bevacqua, un’occasione di riflessione profonda promossa congiuntamente dal Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo e dall’amministrazione comunale.
L’evento non si configura semplicemente come una presentazione di un libro, ma si prefigge di aprire un dibattito cruciale sui complessi fenomeni migratori che caratterizzano il nostro tempo, e sulle loro implicazioni sociali, culturali e identitarie.
Interverranno, per guidare il pubblico in questo percorso di analisi, figure istituzionali di spicco: gli assessori comunali Antonio Di Sensi (Cultura) e Francesca Colacicco (Turismo), il presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, Luigi Scaglione, l’editrice Erminia Madeo, custode di questo progetto editoriale, e l’avvocato Francesco Montemurro, che offrirà una prospettiva legale e umanitaria sui temi emergenti.
Il titolo stesso dell’opera, “Trasmondanza”, rivela un’ambizione linguistica e concettuale: un neologismo che, come sottolinea una nota a corredo, ambisce a definire una realtà migratoria in continua evoluzione.
Lungi dall’essere una semplice traslazione geografica, la trasmondanza implica un superamento dei confini, non solo fisici, ma anche culturali, identitari e generazionali.
Questa definizione, supportata dai dati ufficiali forniti da Migrantes e dall’osservazione attenta delle nuove generazioni, suggerisce una mobilità che va oltre la tradizionale dicotomia “emigrato-immigrato”, delineando un panorama migratorio fluido, ibrido e interconnesso.
“Trasmondanza” si propone dunque come una chiave di lettura originale per comprendere le dinamiche migratorie contemporanee, indagando le sfide e le opportunità che ne derivano per gli individui, le comunità e le società di accoglienza.
L’opera, e l’evento di presentazione, invitano a un’analisi critica e approfondita di un fenomeno che plasma il nostro presente e delineerà il futuro.
Non si tratta solo di documentare movimenti di persone, ma di esplorare le trasformazioni sociali, economiche e culturali che essi generano, ponendo al centro l’esperienza umana e la ricerca di nuove identità in un mondo globalizzato.

