Cinti di Grassano: Viaggio nel Tempo e Memorie di una Comunità

Percorrendo i Cinti di Grassano, un labirinto di viuzze scavate nella pietra calcarea che cingono l’abitato materano, si intraprende un viaggio nel tempo e nella memoria.
Più che un semplice itinerario, è un’immersione nelle radici culturali e produttive di una comunità, un susseguirsi di echi che risuonano dalle leggende dei “monacelli” – figure enigmatiche legate alla vita monastica e alla cura dei vigneti – al profumo inconfondibile del mosto che ancora permea le antiche cantine.
I palmenti, quelle vaste vasche in pietra che rappresentano il cuore pulsante della produzione vinicola tradizionale, testimoniano con la loro imponenza la fatica e l’ingegno di generazioni di viticoltori.

Un capitolo significativo di questa narrazione si riapre al pubblico l’11 ottobre, con l’inaugurazione della Grotta-Cantina Santoro.

Restaurata con cura e fedeltà al suo aspetto primordiale, risalente all’inizio del Novecento, la cantina si rivela come un prezioso scrigno di memorie.
Al suo interno, i volontari del gruppo “Alla scoperta di Grassano” hanno saputo preservare e valorizzare gli strumenti originali, un lascito del professor Giuseppe Santoro, figura chiave nella salvaguardia del patrimonio locale.

Questi oggetti, testimoni di un’epoca, diventano ora elementi costitutivi di un museo didattico, un ponte generazionale che mira a trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza e la passione per le tradizioni agricole e vinicole.
L’evento rappresenta un sentito omaggio alla memoria del professor Santoro, scomparso cinque anni fa, e al suo instancabile impegno civile, volto a promuovere la valorizzazione del territorio.
Il pomeriggio proseguirà alle ore 18 all’interno del Palazzo Materi, un edificio settecentesco che funge da cornice solenne alla celebrazione.
Dopo i convenevoli introduttivi del sindaco Filippo Luberto, la professoressa Luisa Sabato, docente all’Università di Bari, offrirà una prospettiva multidisciplinare sui Cinti, esplorandone il significato geologico e antropologico.

La sua analisi illuminerà le peculiarità del territorio, rivelando come la sua conformazione abbia plasmato la vita e le attività umane.

Successivamente, l’architetta Lucia Berloco, direttrice dei lavori di restauro della cantina Santoro, condividerà le sfide e le scelte che hanno guidato il processo di recupero.

Si concentrerà sul delicato equilibrio tra modernità e rispetto per l’autenticità, illustrando come le antiche pietre siano state liberate dal tempo, rivelando la loro bellezza intrinseca senza perdere la loro ruvidezza originaria.

L’intervento di Berloco promette di svelare le tecniche e le filosofie che hanno permesso di restituire alla cantina la sua dignità storica, preservandone l’essenza e aprendola ad un futuro di rinnovata fruizione.

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