Agricoltori in mobilitazione a Strasburgo: stop all’accordo Mercosur

Il 20 gennaio, Strasburgo si prepara ad accogliere una significativa manifestazione promossa da Coldiretti, un segnale tangibile di crescente preoccupazione nel settore agricolo europeo.
L’azione, collocata dinanzi al Parlamento Europeo, si configura come una risposta diretta alle politiche commerciali perseguite dalla Commissione guidata da Ursula Von der Leyen, considerate da Coldiretti un potenziale pericolo per la tenuta economica degli agricoltori e per la sicurezza alimentare di circa 400 milioni di cittadini europei.

Il fulcro della contestazione riguarda l’accordo Mercosur, un trattato commerciale con il Sud America che, nella sua forma attuale, viene percepito come squilibrato e privo di adeguate garanzie.
Coldiretti non contesta il principio del libero scambio, ma sottolinea l’urgente necessità di assicurare una parità di condizioni e standard tra i produttori europei e quelli sudamericani.
La denuncia si focalizza sulla potenziale introduzione di prodotti alimentari provenienti da aree dove normative ambientali, di lavoro e di sicurezza alimentare sono significativamente meno stringenti rispetto a quelle vigenti nell’Unione Europea.
L’organizzazione lucana esprime profonda inquietudine per il rischio di creare un pericoloso precedente, aprendo la strada a futuri accordi commerciali che potrebbero compromettere la qualità e la sostenibilità dei prodotti che finiscono sulle tavole europee.
La battaglia di Coldiretti non si limita a difendere gli interessi degli agricoltori, ma rivendica il diritto dei consumatori a un’alimentazione sicura, salubre e prodotta nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente.

L’introduzione di prodotti ottenuti attraverso lo sfruttamento della manodopera minorile, denunciata dall’organizzazione, rappresenta un’ulteriore linea di demarcazione, segnalando una profonda preoccupazione etica e sociale.

La mobilitazione a Strasburgo, che vedrà la convergenza di Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, leader di Coldiretti, insieme a un migliaio di agricoltori provenienti da tutta Italia e rafforzata dalla partecipazione dei sindacati francesi Fnsea, si propone di esercitare una pressione significativa sul Parlamento Europeo.
L’obiettivo è chiaro: costringere la Commissione Europea a rivedere la propria posizione e a garantire che futuri accordi commerciali siano basati su principi di equità, trasparenza e sostenibilità, tutelando non solo gli interessi economici degli agricoltori, ma anche la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali dei cittadini europei.

La protesta non è un evento isolato, ma il preludio di una battaglia più ampia, che Coldiretti intende portare avanti fino ad ottenere risposte concrete e tangibili dalle istituzioni europee.

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