Agricoltura Europea a Rischio: Crisi, Standard e Sovranità Alimentare

L’agricoltura europea si trova sull’orlo di una crisi strutturale, alimentata da un sistema commerciale globale che privilegia la competitività a discapito della sostenibilità, della salute pubblica e della tutela del reddito degli agricoltori.
La pressione esercitata da importazioni alimentari che non aderiscono agli stringenti standard europei, spesso prodotte in contesti caratterizzati da pratiche e normative radicalmente diverse, sta erodendo il tessuto produttivo del continente e mettendo a repentaglio la sovranità alimentare.

La disomogeneità delle regole applicate ai produttori europei rispetto a quelle vigenti nei paesi esportatori costituisce un’ingiustizia manifesta, un disequilibrio che si traduce in una competizione sleale e insostenibile.
La disparità è amplificata dalla carenza di controlli effettivi: una percentuale irrisoria, appena il 3%, delle merci in ingresso viene sottoposta a verifica fisica, un dato che denuncia una lacuna critica nel sistema di tutela della sicurezza alimentare e della salvaguardia del reddito agricolo.
La deriva ideologica e autocratica che impronta l’agire della Commissione Europea, sotto la guida di Ursula Von der Leyen, è accusata di aver trasformato l’agricoltura da pilastro fondamentale dell’economia e della cultura europea a un laboratorio di sperimentazione ideologica, gestito da tecnocrati distanti dalla realtà territoriale e dalle esigenze dei produttori.

Questa gestione, improntata a una burocrazia soffocante – stimata in 100 giorni di lavoro sottratti annualmente alle aziende agricole – ha creato una situazione in cui il commercio si trasforma in un’arma contro l’Europa.
L’accordo Mercosur rappresenta un esempio emblematico di questa politica fallimentare: un trattato negoziato in assenza di reciprocità e di adeguati controlli sanitari e ambientali, che apre la strada a accordi commerciali ancora più rischiosi per il futuro dell’agricoltura europea.
Per contrastare questa tendenza, è imperativo introdurre la tracciabilità obbligatoria dell’origine dei prodotti alimentare, rendendo le etichette trasparenti e chiare per i consumatori.
È altresì necessario abolire la prassi del codice doganale basato sull’ultima trasformazione, che spesso nasconde le reali origini dei prodotti importati.

La mobilitazione delle associazioni agricole, come Coldiretti, si prefigge di contrastare questa politica suicida, rivendicando un quadro politico e commerciale che metta al centro la tutela dell’agricoltura europea, la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare del continente.

L’urgenza della situazione impone un cambio di rotta, affinché le scelte politiche siano guidate da principi di equità, sostenibilità e rispetto per la salute pubblica, piuttosto che da logiche ideologiche e tecnocratiche.

La protezione dell’agricoltura europea non è solo una questione economica, ma un imperativo per la salvaguardia dell’identità culturale, della sicurezza alimentare e della prosperità del continente.

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