Automotive in Basilicata: Melfi al bivio per il futuro industriale.

La stabilità del settore automotive, fulcro dell’economia lucana e motore di sviluppo per l’intera Basilicata, richiede un’azione concertata e proattiva a diversi livelli istituzionali.
Questa urgenza è emersa con chiarezza durante il Consiglio generale della Fim Cisl regionale, tenutosi a Potenza, e sintetizzata dal segretario Gerardo Evangelista, il quale ha tracciato una roadmap di interventi mirati.

La questione di Melfi, più che un problema locale, si configura come un nodo cruciale per il futuro industriale del Paese.
Il complesso produttivo Stellantis-indotto, un ecosistema vitale che impiega migliaia di persone e coinvolge una fitta rete di imprese, rappresenta l’unica vera alternativa occupazionale in una regione caratterizzata da una limitata diversificazione economica.

La sua resilienza e la sua capacità di adattamento ai cambiamenti in atto sono fondamentali per il benessere sociale e la crescita sostenibile della Basilicata.

La ripresa e il consolidamento della produzione a Melfi sono intrinsecamente legati alla piena realizzazione del potenziale delle nuove linee produttive.
L’introduzione di modelli ibridi ed elettrici come la Jeep Compass, insieme ai futuri lanci della DS7 e della Lancia Gamma (previsti per il 2026), offrono un’opportunità unica per rilanciare il sito e garantirne la competitività nel lungo periodo.

Tuttavia, la piena saturazione degli impianti non dipenderà unicamente dalle capacità operative dell’azienda, ma soprattutto dalle scelte strategiche assunte da Stellantis e dalla sua leadership, con un occhio particolare all’evoluzione del mercato globale.

Il Green Deal europeo, con le sue implicazioni in termini di transizione ecologica, assume un ruolo determinante.

Le decisioni relative al futuro dei veicoli ibridi, dei motori a combustione interna oltre il 2035 e, più in generale, delle politiche di incentivazione alla mobilità sostenibile, avranno un impatto diretto sulla produzione di Melfi e sulla sua capacità di attrarre nuovi investimenti.
La Fim Cisl lucana sollecita, pertanto, un intervento tempestivo e coordinato da parte delle istituzioni europee, nazionali e regionali.

È necessario un impegno concreto per evitare che il costo della transizione industriale ricada esclusivamente sulle spalle dei lavoratori e dei territori.
Un approccio equilibrato e lungimirante deve prevedere politiche industriali attive, investimenti mirati e una riallocazione strategica delle nuove commesse produttive, con particolare attenzione al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro di qualità.
La Basilicata, e Melfi in particolare, meritano un futuro industriale solido e prospero, in grado di offrire opportunità concrete di sviluppo per le generazioni a venire.
È fondamentale un confronto aperto e costruttivo con tutte le parti interessate per definire una visione condivisa e sostenibile per il settore automotive italiano.

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