La Basilicata si fa sentire a Bruxelles, con una rappresentanza massiccia di Coldiretti in piazza, per un grido d’allarme che risuona in tutta Europa: difendere l’agricoltura europea significa tutelare la sicurezza alimentare di oltre quattrocento milioni di cittadini.
La protesta, che si unisce a un coro più ampio di voci provenienti da tutta Italia, mira a contrastare una deriva burocratica e tecnocratica che sta erodendo il tessuto stesso dell’Unione Europea, allontanandola dai bisogni reali dei suoi cittadini e spianando la strada a un potenziale collasso.
L’azione dimostrativa non è un semplice sfogo, ma una denuncia esplicita nei confronti delle scelte strategiche imposte dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. L’organizzazione agricola contesta la decisione di sottrarre risorse vitali al settore primario, relegandolo a favore di finanziamenti destinati a spese militari, con conseguenze dirette sulla salute pubblica e sulla qualità del cibo disponibile.
Accanto ai leader nazionali di Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo, una delegazione di giovani agricoltori lucani si fa portavoce di un futuro incerto.
La riduzione del 25% dei fondi derivanti dalla Politica Agricola Comune (PAC), un taglio che per l’Italia si traduce in una perdita di 9 miliardi di euro e di 90 miliardi a livello europeo, rischia di compromettere la sostenibilità delle aziende agricole, soprattutto quelle a conduzione familiare, rappresentando un colpo devastante per le nuove generazioni che aspirano a continuare la tradizione agricola.
Antonio Pessolani, presidente di Coldiretti Basilicata, definisce la decisione di Von der Leyen “irresponsabile”, prevedendo un crollo inesorabile della produzione agroalimentare europea.
Questa situazione favorirebbe un’impennata delle importazioni da paesi terzi, come quelli coinvolti nell’accordo Mercosur, paesi che spesso non rispettano gli stessi standard europei in termini di utilizzo di pesticidi, tutela dell’ambiente e diritti dei lavoratori.
Coldiretti sottolinea che l’accordo Mercosur, nonostante le modifiche proposte dal Parlamento europeo, rimane un accordo incompleto e insufficiente.
L’organizzazione chiede garanzie concrete e vincolanti sulla reciproca applicazione dei principi di salvaguardia ambientale e del rispetto dei diritti lavorativi, rifiutando compromessi superficiali o manipolazioni formali.
Il futuro dell’agricoltura europea, e con esso la sicurezza alimentare del continente, è appeso a un filo e richiede un cambio di rotta immediato, orientato a valorizzare il lavoro agricolo, promuovere la qualità dei prodotti e tutelare la salute dei consumatori.
La manifestazione a Bruxelles è solo l’inizio di una battaglia che mira a riportare l’agricoltura al centro delle politiche europee.

