La Basilicata ha il potenziale per emergere come un polo di eccellenza nazionale nella transizione digitale, un laboratorio dove l’innovazione tecnologica si traduce in opportunità concrete di lavoro stabile e sviluppo sociale, non in precarietà e spopolamento.
Questa visione, presentata da Uil, Uilm e Uilcom Basilicata, si articola in un documento di studio dal titolo “Verso una Strategia Digitale Regionale per il Lavoro, l’Innovazione e l’Intelligenza Artificiale”, destinato al Tavolo sulla vertenza Smart Paper, ma con implicazioni ben più ampie per il futuro della regione.
La vicenda Smart Paper, lungi dall’essere una semplice crisi aziendale, si configura come un sintomo di un sistema regionale che non riesce ad abbracciare la digitalizzazione come motore di progresso, ma ne subisce passivamente gli effetti destabilizzanti.
Il trasferimento proposto, da Tito a Sant’Angelo Le Fratte, rappresenta un’operazione che non tutela il tessuto economico locale e i diritti dei lavoratori, ma ne aggrava le conseguenze.
L’offerta di lavoro presentata si rivela un diversivo, un tentativo di mascherare l’intenzione di dislocare la produzione e compromettere il futuro del sito di Tito.
La proposta sindacale non si limita a una difesa dei posti di lavoro esistenti, ma ambisce a costruire un modello lucano distintivo, capace di integrare l’innovazione tecnologica con la creazione di occupazione di qualità, la valorizzazione delle competenze locali e la garanzia dei diritti dei lavoratori.
Questo implica un ripensamento radicale delle politiche industriali e dell’approccio alla digitalizzazione.
Per raggiungere questo obiettivo, il documento della Uil propone la creazione di una Struttura Digitale Regionale, un organismo pubblico e partecipato, che funga da fulcro dell’ecosistema digitale lucano.
Questa struttura non si limiterebbe alla gestione dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, ma si configurerebbe come un vero e proprio motore di sviluppo, promuovendo:* Un’iniziativa strategica sull’Intelligenza Artificiale: per stimolare la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione etica e sostenibile di soluzioni innovative, con un focus particolare sulle esigenze del territorio.
* Una piattaforma di collaborazione: per favorire l’interazione tra università, centri di ricerca, imprese tecnologiche e pubblica amministrazione, creando sinergie e promuovendo la formazione di capitale umano qualificato.
* Un sistema di supporto alle imprese: per incentivare l’adozione di tecnologie digitali, la trasformazione dei processi produttivi e l’accesso a nuovi mercati.
* La revisione degli appalti pubblici: con l’introduzione di una moratoria sugli appalti al massimo ribasso e l’obbligo di clausole sociali vincolanti, per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e la creazione di posti di lavoro di qualità nel settore ICT.
La visione presentata non è semplicemente un piano di azione, ma un progetto di trasformazione sociale ed economica, volto a costruire una Basilicata più prospera, inclusiva e resiliente, dove la digitalizzazione sia uno strumento di progresso per tutti, e non un fattore di disuguaglianza e marginalizzazione.
L’ambizione è quella di creare un modello di sviluppo digitale che possa essere replicato in altre regioni italiane, contribuendo a ridurre il divario digitale e a promuovere una crescita sostenibile e inclusiva per l’intero paese.

