Basilicata: ZES e lavoro, un futuro da proteggere.

L’industria automobilistica rappresenta un pilastro imprescindibile per l’economia nazionale e, in particolare, per il tessuto produttivo lucano, un legame che necessita di una vigilanza costante e proattiva.
Le recenti aperture discorsive, sebbene incoraggianti, devono essere considerate come il frutto di un impegno sindacale storico, un percorso tortuoso costellato di battaglie per la tutela dei diritti dei lavoratori e per la rivitalizzazione del territorio.

L’auspicio è che queste conquiste si traducano in diritti concreti, immediatamente applicabili e accessibili a tutti i cittadini, non solo ai dipendenti delle aziende, ma all’intera comunità lucana.

Nel corso di un evento dedicato alla partecipazione democratica e alla costruzione di un’economia inclusiva, tenutosi a Matera, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha sottolineato come la Zona Economica Speciale (ZES) abbia contribuito in maniera significativa alla creazione di opportunità lavorative, generando un impatto positivo in termini di occupazione, con oltre 35.000 nuovi posti di lavoro.

Questo successo tangibile dimostra l’efficacia di uno strumento che, lungi dall’essere statico, richiede un costante monitoraggio e un aggiornamento continuo per rispondere alle mutate esigenze del contesto economico globale.
La ZES si rivela particolarmente rilevante per il Sud Italia, in particolare per la Basilicata, un territorio caratterizzato da una complessa geografia che vede aree interne spesso marginalizzate e difficilmente connesse con i centri urbani più dinamici e con il resto della nazione.
L’obiettivo primario deve essere quello di promuovere una maggiore integrazione territoriale, incentivando investimenti mirati a colmare le lacune infrastrutturali e a favorire lo sviluppo di filiere produttive diversificate e innovative.

La segretaria Fumarola ha ribadito l’importanza di un rifinanziamento della ZES, un impegno che ha visto il sindacato mobilitarsi attivamente, ottenendo risultati significativi.

Il futuro economico della Basilicata, e più in generale del Mezzogiorno, passa attraverso la capacità di sfruttare appieno il potenziale offerto da strumenti come la ZES, non come un mero incentivo finanziario, ma come un motore di cambiamento strutturale, capace di stimolare l’innovazione, attrarre investimenti esteri e, soprattutto, creare opportunità di lavoro di qualità, in grado di trattenere i giovani talenti e contrastare lo spopolamento.
È imperativo, quindi, che l’azione sindacale continui a vigilare e a promuovere politiche economiche che mettano al centro la persona e il territorio, garantendo una crescita sostenibile e inclusiva per tutti.

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