Melfi, Natale di speranza: il vescovo Fanelli vicino ai lavoratori della Pmc

Nell’atmosfera densa di speranze e preoccupazioni che caratterizza il periodo natalizio, il vescovo Ciro Fanelli ha presieduto una significativa celebrazione eucaristica presso il cuore pulsante dell’area industriale di San Nicola di Melfi.
La messa, dedicata al lavoro e alla dignità umana, ha rappresentato un atto di profonda vicinanza alla comunità di lavoratori, in particolare a quelli della Pmc, azienda cruciale nell’indotto Stellantis e attualmente al centro di una complessa vertenza.

L’evento ha trascendentato il semplice rituale religioso, configurandosi come un potente atto di solidarietà e un solenne appello alla responsabilità collettiva.

In un contesto segnato dall’incertezza e dalla ricerca di risposte concrete, il rito ha offerto un momento di riflessione e di speranza per coloro che si trovano a vivere una fase di transizione delicata e potenzialmente destabilizzante.

Melfi, più che un mero complesso industriale, si erge a simbolo di un ecosistema sociale ed economico interconnesso, un tessuto connettivo che lega insieme famiglie, territori e la promessa di un futuro prospero.
La celebrazione della messa assume, in questo scenario, un significato particolarmente pregnante, amplificato dalle difficoltà che gravano sulla Pmc e su altre realtà produttive dell’indotto, mettendo a rischio la stabilità di un intero comprensorio.

La vertenza Pmc, infatti, incarna una sfida più ampia, che va al di là della singola azienda e che tocca direttamente la capacità del sistema Paese di garantire la continuità di attività strategiche, la tutela dei posti di lavoro e la salvaguardia del know-how accumulato nel corso degli anni.
La fragilità del tessuto industriale locale, esposto alle dinamiche complesse del mercato globale e alle mutevoli strategie aziendali, richiede un approccio proattivo e lungimirante.
Gerardo Evangelista, segretario generale della FIM-CISL Basilicata, ha sottolineato con forza che la gestione di questa situazione critica non può essere relegata a soluzioni emergenziali o a continui rinvii.

È imperativo che si concretizzino impegni tangibili, politiche industriali coerenti e una partecipazione diretta ai tavoli decisionali nazionali.
L’obiettivo primario deve essere quello di riaffermare il futuro industriale di Melfi come una priorità nazionale, riconoscendone il valore strategico per l’economia e l’occupazione dell’intero Paese.
La resilienza della comunità di Melfi, e la sua capacità di affrontare le avversità, richiedono risposte strutturali e durature, capaci di garantire un orizzonte di stabilità e sviluppo per le generazioni future.

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