Monte Cotugno: 40 anni, pilastro per il futuro sostenibile della Basilicata

La diga Monte Cotugno: pilastro strategico per il futuro sostenibile della Basilicata.

Monte Cotugno non si configura semplicemente come un’opera ingegneristica, ma rappresenta un elemento cardine per la resilienza e lo sviluppo socio-economico dell’intera regione lucana.
Essa incarna la garanzia di un accesso equo all’acqua potabile, la salvaguardia del territorio da rischi idrogeologici, e la linfa vitale per un’agricoltura produttiva e innovativa.
In occasione del quarantesimo anniversario dalla sua costruzione, l’Assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala, ha sottolineato l’importanza cruciale di questa infrastruttura, evidenziando come essa sia intrinsecamente legata al benessere di ogni cittadino lucano e pugliese.

Il sistema idrico di Monte Cotugno assicura mensilmente tra i 10 e i 12 milioni di metri cubi di acqua potabile, un bene prezioso distribuito a comunità e imprese, sostenendo al contempo l’irrigazione di circa 20.000 ettari di terreno.

Questo impatto si traduce in un indotto significativo per settori chiave come il Metapontino e la Valle del Sinni, contribuendo alla stabilità del reddito, alla creazione di posti di lavoro e alla continuità della produzione agricola, un motore essenziale per l’economia regionale.

Al di là del mero aspetto economico, Monte Cotugno si qualifica come un vero e proprio presidio sociale e territoriale, un fattore di coesione che offre opportunità concrete, soprattutto per i giovani, incentivandoli a rimanere e a costruire il proprio futuro in Basilicata.

Il Dipartimento Politiche Agricole ha posto in essere azioni mirate per ottimizzare la gestione del sistema idrico regionale, con un focus particolare su Monte Cotugno.

Grazie al Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022, sono stati recuperati e reinvestiti 6,5 milioni di euro in interventi strutturali e funzionali che altrimenti sarebbero andati persi.

Tra questi, spiccano i 4 milioni destinati al rifacimento del manto della diga, un intervento che incrementerà la capacità di invaso di circa 100 milioni di metri cubi, e le risorse allocate per il miglioramento dell’impianto di sollevamento, la rifunzionalizzazione della traversa del fiume Agri e il tripartitore di Acerenza.

Queste azioni mirano a massimizzare l’efficienza e la resilienza dell’infrastruttura, preparandola ad affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.

Attualmente, il bacino di Monte Cotugno contiene circa 47 milioni di metri cubi, una quantità da contestualizzare nell’ambito della crisi climatica globale.
Sebbene questa cifra rappresenti un lieve miglioramento rispetto ai volumi riscontrati due anni fa (157 milioni), il quadro rimane complesso e sottolinea la necessità di un approccio proattivo e di investimenti strategici.
La sfida non è solo quella di gestire la risorsa idrica esistente, ma anche di sviluppare pratiche agricole più sostenibili e di promuovere l’innovazione nel settore.

Guardando al futuro, è fondamentale completare gli interventi in corso e aggiornare gli strumenti di governance della risorsa idrica, con una revisione dell’intesa con la Puglia del 1999 per renderla più equa e sensibile alle nuove realtà climatiche.
Parallelamente, è cruciale sostenere l’agricoltura di precisione, la digitalizzazione e l’adozione di pratiche che ottimizzino l’uso dell’acqua, riducendo gli sprechi e massimizzando la produttività.
L’implementazione del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027 offre ulteriori opportunità per integrare la produzione agricola con la valorizzazione del territorio, il turismo rurale e l’enogastronomia, trasformando Monte Cotugno in un volano di sviluppo integrato.
L’acqua non è solo un input per la produzione agricola, ma un elemento identitario che può contribuire a raccontare la storia, la cultura e le eccellenze della Basilicata.

La diga Monte Cotugno rappresenta il patrimonio di ogni famiglia, di ogni lavoratore e di ogni comunità, un impegno verso un futuro sostenibile, caratterizzato da responsabilità, innovazione e investimenti concreti.
La sfida è complessa, ma affrontabile insieme, guardando avanti con determinazione e spirito di collaborazione.

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