Un grido d’allarme risuona a Potenza: lo Spi Cgil Basilicata e lo Spi Cgil Potenza hanno aperto un nuovo fronte di protesta, affiancandosi al movimento nazionale “La lotta non ha età” e contestando le scelte di politica economica del governo Meloni.
La manifestazione, svolta di fronte al Municipio, non è solo una reazione alla manovra finanziaria, ma una denuncia più ampia di un modello di sviluppo che sacrifica il benessere dei cittadini sull’altare di priorità distorte.
Il fulcro della protesta risiede nella critica all’allocazione delle risorse pubbliche: mentre ingenti capitali vengono destinati al potenziamento militare, i pilastri del welfare state – sanità, pensioni e sostegno alla non autosufficienza – vengono progressivamente erosi da tagli e sottrazione di finanziamenti.
Questa scelta, secondo i sindacalisti, produce conseguenze drammatiche sulla vita quotidiana di milioni di persone, soprattutto quelle più vulnerabili: anziani, disabili, famiglie a basso reddito.
Le richieste dello Spi Cgil sono chiare e articolate.
Si invoca un intervento urgente per contrastare l’inflazione galoppante, che erode il potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, rendendo sempre più difficile per i cittadini far fronte alle necessità primarie.
Si chiede, con forza, il rispetto del diritto alla pensione, inteso non come un privilegio, ma come un diritto costituzionale: una pensione adeguata, equa e che garantisca una vita dignitosa dopo anni di lavoro.
L’emergenza sanitaria pubblica, soffocata da anni di sottofinanziamento e privatizzazioni occulte, rappresenta un’altra priorità.
La riduzione degli investimenti sta compromettendo la qualità dei servizi, allungando i tempi di attesa, limitando l’accesso alle cure e aumentando il rischio di disuguaglianze nella salute.
La carenza di personale medico e infermieristico, la scarsità di attrezzature moderne e la precaria condizione delle infrastrutture sanitarie sono solo alcune delle conseguenze di questa politica miope.
La manifestazione ha visto la partecipazione dei segretari regionali Michele Sannazzaro e Giovanna Galeone, insieme al segretario generale Stefano Cecconi, a testimonianza dell’importanza che il sindacato attribuisce a questa battaglia.
Al termine del presidio, i rappresentanti dello Spi Cgil hanno formalmente richiesto un incontro con l’assessore regionale alla sanità, Cosimo Latronico, con l’obiettivo di sollecitare un cambio di rotta da parte della Regione Basilicata.
Lo Spi Cgil lancia un appello al governo regionale, affinché assuma la responsabilità di proteggere i cittadini lucani, soprattutto quelli più deboli e non autosufficienti, destinando risorse aggiuntive al sistema sanitario e al welfare.
Si tratta di un imperativo morale e di un investimento nel futuro della regione, che non può permettersi di perdere il capitale umano rappresentato dalla sua popolazione anziana e fragile.
La battaglia per il diritto alla cura e al benessere è una battaglia per la dignità umana e per la giustizia sociale.







