La recente approvazione in Giunta regionale della Basilicata di un disegno di legge che riforma la disciplina delle acque minerali e termali segna un punto di svolta nella gestione di questa risorsa strategica per il territorio.
Il provvedimento, promosso dalla Direzione Infrastrutture, non si limita a una mera revisione normativa, ma ambisce a ripensare in chiave moderna e sostenibile l’intero assetto legislativo, ponendo al centro la trasparenza, l’equità e la tutela ambientale.
Il nuovo impianto normativo si discosta dalle pratiche preesistenti, introducendo un sistema contributivo basato su dati oggettivi e verificabili, con l’obiettivo di semplificare le procedure amministrative sia per l’ente pubblico che per le imprese concessionarie.
L’elemento centrale di questa revisione è la ridefinizione dei criteri di calcolo dei versamenti dovuti, legati ora in modo più diretto al quantitativo di acqua effettivamente imbottigliata, garantendo una maggiore precisione e trasparenza nel processo di determinazione degli importi.
Un’attenzione particolare è stata riservata alla gestione delle acque destinate ad usi industriali.
Per questo, è stata definita una quota convenzionale, calcolata al 20% del volume imbottigliato, sulla quale si applica un corrispettivo forfettario di 0,30 euro per metro cubo, mirando a fornire una base di calcolo chiara e condivisa.
Il disegno di legge incorpora, inoltre, misure di incentivazione ambientale concrete e significative.
I concessionari che scelgono contenitori in vetro vedranno ridotti i propri versamenti, mentre l’adozione del sistema del vuoto a rendere, con la conseguente attivazione di una rete di raccolta dedicata, comporterà una riduzione ancora più consistente.
Questa scelta non solo promuove la riduzione dell’impatto ambientale, ma stimola anche l’innovazione e l’adozione di pratiche produttive più sostenibili.
Per garantire un controllo puntuale e sistematico sull’utilizzo delle risorse idriche, è stato introdotto l’obbligo per i concessionari di presentare, con cadenza trimestrale, una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà contenente i dati relativi ai volumi di acqua imbottigliata ed estratta.
Queste informazioni, inviate al comune di ubicazione della sorgente o del pozzo e corredate dal codice identificativo della concessione, consentiranno alla Regione di monitorare l’andamento della produzione e di verificarne la conformità alle normative vigenti.
Dal punto di vista finanziario, il provvedimento non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, ma è auspicabile un incremento delle entrate derivanti dai canoni concessori, in linea con i principi di una gestione finanziaria responsabile e sostenibile.
Si tratta di un intervento che, pur nel rispetto della clausola di neutralità finanziaria, mira a rafforzare la filiera produttiva, premiando le aziende che investono in pratiche e tecnologie green.Il disegno di legge, come sottolineato dal vicepresidente e assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, rappresenta un impegno concreto per la tutela delle risorse idriche regionali, promuovendo un equilibrio tra gli interessi economici, ambientali e sociali, e ponendo la Regione in condizione di esercitare un controllo efficace e trasparente sull’utilizzo di questa preziosa risorsa.
L’obiettivo finale è quello di coniugare la sostenibilità ambientale con la certezza delle entrate e il buon andamento dell’azione amministrativa, assicurando un futuro prospero e sostenibile per il territorio lucano.

