Sanità in Crisi: Melfi Contro la Regione per i Servizi Bloccati

La crescente pressione sulle risorse del Servizio Sanitario Nazionale, particolarmente acuta nel territorio nord della Basilicata, ha determinato un acceso confronto tra la direzione della Polimedica di Melfi e le istituzioni regionali.

Un sit-in pacifico, supportato dalla Uil Fpl, si è svolto a Potenza durante i lavori del Consiglio Regionale, manifestando una profonda preoccupazione per le conseguenze tangibili che la sospensione delle prestazioni a carico del SSN sta provocando per la comunità del Vulture-Melfese.

La situazione, che affonda le sue radici in una complessa interazione di fattori strutturali e finanziari, vede la Polimedica impossibilitata, dal mese di agosto, a garantire l’erogazione di servizi sanitari per conto della Regione.
Questo blocco ha già comportato la cancellazione di oltre 3.500 prestazioni, con un impatto devastante sulle liste d’attesa e, di conseguenza, sull’accesso alle cure per i cittadini.

Il disagio è amplificato dal rischio concreto di un’inversione di tendenza: anziché una diminuzione, le liste d’attesa si allungano inesorabilmente, relegando molti pazienti in una condizione di precarietà e costringendo, in molti casi, a ricorrere a soluzioni private, gravando ulteriormente sulle famiglie lucane già provate dalla crisi economica.

L’impossibilità di accedere tempestivamente alle prestazioni sanitarie non è solo una questione di benessere individuale, ma incide negativamente sulla salute pubblica e sulla resilienza del sistema nel suo complesso.
I manifestanti, affiancati dalla Uil Fpl, non si limitano a denunciare l’emergenza, ma rivolgono richieste precise e mirate.

Si tratta di una rivisitazione urgente delle agende del Cup, per ottimizzare la gestione degli appuntamenti e ridurre i tempi di attesa.
Parallelamente, è indispensabile una revisione dei tetti di spesa, allineandoli ai reali fabbisogni sanitari del territorio, garantendo così la continuità assistenziale e prevenendo ulteriori cancellazioni di prestazioni.

Al fine di monitorare l’efficacia delle misure adottate, viene sollecitato l’istituzione di un tavolo permanente di confronto, coinvolgendo attivamente Regione, Azienda Sanitaria di Potenza (Asp), strutture sanitarie private e rappresentanti dei lavoratori.

Questo organismo dovrebbe avere il compito di analizzare i volumi di prestazioni erogate, i tempi di attesa e valutare l’effettivo impatto delle azioni intraprese, promuovendo una gestione trasparente e partecipata del sistema sanitario.
La protesta non è una semplice rivendicazione di diritti, ma un appello alla responsabilità politica e istituzionale, un richiamo alla necessità di tutelare la salute dei cittadini e di garantire un accesso equo e tempestivo alle cure, pilastri fondamentali di una società civile e inclusiva.
Il futuro del sistema sanitario lucano, e il benessere dei suoi abitanti, dipendono dalla capacità di rispondere a queste richieste con atti concreti e duraturi.

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