Scale mobili di Potenza: ritardi e polemiche tra Regione e Comune

La recente riunione tra l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pasquale Pepe, e i vertici sindacali di Cisl Basilicata e Fit-Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo e Sebastiano Colucci, ha messo in luce una situazione di profonda criticità relativa alle scale mobili di Potenza, in particolare quella denominata ‘Prima’, che interruppe il proprio funzionamento il 1° gennaio e che ha generato ripercussioni significative sulla mobilità urbana.

L’elemento più emblematico emerso è il ritardo, inaccettabile a detta dei sindacali, con cui il Comune di Potenza ha trasmesso lo studio di fattibilità per gli interventi necessari, un ostacolo insormontabile per l’integrazione di finanziamenti regionali nella recente variazione di bilancio.

Questa omissione, che segna una rottura con le pratiche consolidate, solleva interrogativi cruciali sulla gestione amministrativa e sulla capacità di programmazione degli interventi infrastrutturali.

È fondamentale ricordare che i servizi pubblici essenziali, come le scale mobili che facilitano l’accesso al centro storico e promuovono l’integrazione urbana, sono già sostenuti da risorse regionali derivanti dalla legge 513/2009, a cui si aggiungono circa 700.000 euro annui destinati alla manutenzione ordinaria.
La loro interruzione, priva di un piano di ripristino concreto e dettagliato, denota una carenza di visione strategica e una gestione improntata a una superficialità inaccettabile per un’amministrazione pubblica.
La Regione Basilicata, dimostrando un’attenzione costante al problema, ha formalmente richiesto un finanziamento di 6,5 milioni di euro per la scala mobile ‘Prima’ con scadenza prevista per il 30 aprile 2025.
Questo impegno finanziario, pur positivo, necessita di un monitoraggio rigoroso e costante per garantirne l’effettiva erogazione nei tempi stabiliti, evitando ulteriori ritardi e frustrazioni per i cittadini.

Nonostante le criticità rilevate, i rappresentanti della Cisl esprimono apprezzamento per la tempestività della convocazione e la disponibilità dimostrata dall’assessore Pepe.
Tuttavia, ribadiscono con forza la necessità imprescindibile di una programmazione strategica, condivisa e tempestiva.

Tale approccio dovrebbe essere basato su un’analisi approfondita delle esigenze della comunità, una valutazione accurata dei costi e dei benefici, e un coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder.
La resilienza e la qualità della vita di Potenza dipendono dalla capacità di garantire servizi essenziali, come la mobilità, in modo efficiente, sostenibile e inclusivo.

È necessario un cambio di paradigma nella gestione del patrimonio infrastrutturale, orientato alla prevenzione, alla manutenzione programmata e all’innovazione tecnologica, per evitare che situazioni come questa si ripetano.
L’investimento in infrastrutture non è solo una spesa, ma un investimento nel futuro della città e del suo tessuto sociale.

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