La vertenza Smartpaper, azienda operante nel settore del Business Process Outsourcing e coinvolta in una procedura di cambio d’appalto che impatta su circa 340 lavoratrici e lavoratori, si trascina con una gravità crescente.
Le organizzazioni sindacali Fiom, Fim, Uilm e Fismic Basilicata esprimono forte disapprovazione per le proposte avanzate dal Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) Data-Contact-Accenture, giudicate profondamente inaccettabili e lesive dei diritti dei lavoratori.
La questione non si limita a mere rivendicazioni salariali; essa incide direttamente sul tessuto economico e sociale del territorio lucano, mettendo a rischio la continuità occupazionale e la stabilità di un comparto che vanta radici consolidate a Potenza e nelle aree industriali circostanti.
Il cuore della disputa risiede nella volontà dell’RTI di centralizzare le attività in Matera, una scelta che ignora il diritto dei lavoratori di mantenere la propria sede di lavoro e le connessioni territoriali che ne derivano.
Questo spostamento forzato non solo pregiudica la qualità della vita dei lavoratori, ma rischia anche di disarticolare un ecosistema produttivo che si è sviluppato nel corso degli anni.
Le preoccupazioni sindacali si estendono anche al perimetro occupazionale.
L’RTI sta valutando l’esclusione, per presunta mancanza di attività continuativa ed esclusiva, di circa 80 lavoratori dalla procedura di cambio d’appalto.
Un’interpretazione che suscita forti contestazioni, richiedendo un’analisi approfondita e trasparente per evitare ingiustizie e preservare la continuità delle competenze.
Questa azione, se confermata, amplierebbe il rischio di depauperamento del capitale umano presente nel territorio.
Ulteriore elemento di contrasto emerge dal piano economico e contrattuale.
La proposta dell’RTI di riconoscere ai lavoratori un salario datato a febbraio 2025, ignorando gli aumenti previsti dal Contratto Nazionale e dagli accordi di secondo livello, rappresenta una palese sottovalutazione del contributo professionale offerto nel tempo.
Tale offerta, percepita come un’offesa ai lavoratori che hanno garantito continuità operativa e professionalità, alimenta un clima di profonda insoddisfazione e preoccupazione.
La Regione Basilicata, consapevole della delicatezza della situazione, ha convocato un tavolo di confronto per il 23 ottobre, coinvolgendo Enel, l’RTI e Smartpaper.
L’intervento di Enel, in qualità di stazione appaltante, assume un ruolo cruciale.
Non può limitarsi a un ruolo di spettatore; deve assumere una responsabilità proattiva, garantendo il rispetto integrale degli impegni occupazionali e salariali assunti.
Un impegno che va ben oltre la semplice conformità formale, richiedendo un’attenzione genuina alle esigenze dei lavoratori e alla salvaguardia del patrimonio produttivo lucano.
Le organizzazioni sindacali rivendicano, con fermezza, che Enel si faccia garante di una piena tutela dei livelli occupazionali, economici e territoriali.
La vicenda Smartpaper non è solo una vertenza aziendale; essa rappresenta una sfida per l’intera comunità lucana, un banco di prova per la capacità di conciliare lo sviluppo economico con la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e la coesione sociale.
La risoluzione di questa complessa situazione richiede un approccio integrato, basato sul dialogo costruttivo, sulla trasparenza e sull’impegno concreto di tutte le parti coinvolte.







