La Fim Cisl chiede un confronto urgente con la dirigenza di Stellantis, focalizzandosi su un aggiornamento sostanziale del piano industriale aziendale.
Il segretario generale nazionale, Ferdinando Uliano, ha espresso la necessità di un ripensamento strategico, evidenziando come l’attuale traiettoria operativa si discosti significativamente dalle proiezioni iniziali, generando preoccupazioni concrete per il futuro del settore automotive italiano.
L’istanza di revisione del piano industriale non è un mero esercizio formale, ma riflette una situazione di crescente incertezza che impatta direttamente sulla stabilità occupazionale e sulla competitività dei siti produttivi.
In particolare, emergono criticità specifiche in stabilimenti chiave come Melfi, Cassino e Pomigliano d’Arco.
A Melfi, ad esempio, l’attesa per l’assegnazione di un nuovo modello, cruciale per il rilancio della produzione, si scontra con volumi attuali drasticamente inferiori rispetto al passato.
Il passaggio a versioni ibride ed elettriche della Jeep Compass genera speranze, ma è necessario garantire un incremento significativo dei volumi per superare la crisi produttiva.
La situazione a Melfi è particolarmente allarmante.
La riduzione dell’occupazione, passata da 7.000 a circa 4.600 unità, unitamente alle difficoltà dell’indotto, richiedono un intervento immediato e concertato.
Uliano sottolinea la necessità di un impegno attivo da parte di Stellantis, della Regione e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) per sostenere questa realtà industriale strategica.
Non si tratta solo di preservare posti di lavoro diretti, ma anche di tutelare l’intero ecosistema economico che ruota attorno allo stabilimento.
Il segretario della Fim Cisl ribadisce che la contrattazione collettiva e le politiche industriali sono due facce della stessa medaglia.
Un accordo contrattuale equo e sostenibile può essere raggiunto solo se accompagnato da scelte industriali chiare e lungimiranti.
A tal proposito, si segnalano progressi nei negoziati con Federmeccanica, con l’auspicio di una conclusione positiva entro l’anno, per il bene del settore metalmeccanico, il più ampio in termini di lavoratori coinvolti.
L’urgenza della situazione impone un dialogo aperto e costruttivo, basato su dati concreti e proiezioni realistiche.
La Fim Cisl è pronta a collaborare con tutte le parti interessate per definire un nuovo percorso di sviluppo, che garantisca la competitività dei siti produttivi italiani, la tutela dell’occupazione e la creazione di valore per l’intero territorio.
La sfida è complessa, ma l’impegno della Fim Cisl è costante e determinato.







