Taranto, Vertenza Vestas: Settimo Giorno di Sciopero e Occupazione

La vertenza Vestas Italia a Taranto si protrae, segnando il settimo giorno di sciopero e il terzo di occupazione della fabbrica, un atto di resistenza collettiva contro un piano aziendale che rischia di compromettere un tessuto industriale e sociale profondamente radicato nel territorio ionico.
La decisione di trasferire magazzino, centro di formazione e reparto di riparazione pale eoliche dal capoluogo a San Nicola di Melfi a partire dal primo marzo, rappresenta, agli occhi dei lavoratori, una manovra insidiosa, un tentativo di deindustrializzazione mascherata da riorganizzazione produttiva.

L’azione di lotta, orchestrata congiuntamente dai sindacati Fiom e Uilm Taranto, si configura come una risposta decisa a un’azienda che, a loro avviso, non ha dimostrato la volontà di negoziare soluzioni alternative.

La sospensione permanente di flessibilità, reperibilità e straordinari è un segnale forte, una chiara espressione del rifiuto di accettare condizioni di lavoro che, unite al trasferimento, minacciano la stabilità occupazionale.

L’assenza all’incontro programmato, come comunicato dalla Fiom ionica, testimonia la profonda insofferenza verso un’azienda che ignora le istanze dei lavoratori e non sospende la procedura di trasferimento, come ripetutamente richiesto.

Il timore non è tanto la riorganizzazione produttiva in sé, ma l’impatto devastante che un simile spostamento potrebbe avere sull’economia locale, con la concreta possibilità di licenziamenti mascherati da riposizionamento del personale.

Si paventa, dunque, una perdita di competenze specializzate, un impoverimento del know-how accumulato nel tempo, e una riduzione delle opportunità di sviluppo per la comunità.
La Uilm Taranto lancia un appello pressante a tutte le figure istituzionali: il sindaco, i rappresentanti del parlamento ionico e ogni ente pubblico sono invitati a schierarsi attivamente a fianco dei lavoratori, a difendere con forza il diritto al lavoro e a sostenere la tenuta del tessuto produttivo locale.

Si richiede un intervento politico incisivo, capace di contrastare la pressione economica e di garantire un futuro sostenibile per l’occupazione.
Il presidio in corso, animato dalla determinazione dei lavoratori Vestas, si svolge in condizioni atmosferiche avverse, sotto una pioggia incessante e al freddo pungente.

Questa resistenza, che si traduce in un atto di occupazione della fabbrica, è un chiaro monito: i lavoratori non intendono assistere passivamente allo smantellamento di una realtà industriale storica, un pilastro fondamentale per l’economia e l’identità della città di Taranto.

L’obiettivo è chiaro: non una semplice gestione della crisi, ma una profonda riflessione sul ruolo dell’industria, del lavoro e dello sviluppo in un contesto globale in continua evoluzione.
Si chiede, quindi, una visione strategica che metta al centro il benessere della comunità e non solo la massimizzazione del profitto.

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