Usi Civici in Basilicata: Nuova Fase per Territorio e Sostenibilità

La questione degli usi civici, lungi dall’essere relegata a un passato remoto, si configura come un nodo cruciale per la salvaguardia del territorio lucano, per l’evoluzione sostenibile dell’agricoltura e per la tutela di un patrimonio ambientale e culturale inestimabile, intessuto indissolubilmente con l’identità delle comunità locali.
L’impegno della Regione Basilicata, testimoniato dalla recente conclusione di un ciclo di incontri a Potenza e Metaponto, segna l’avvio di una nuova fase caratterizzata da un approccio amministrativo più definito, da procedure semplificate e da una collaborazione sinergica con gli enti locali.

Questi seminari rappresentano un punto di svolta, un’occasione per stimolare una profonda riflessione e un aggiornamento tecnico-operativo che coinvolge Regione, Comuni, professionisti e operatori del settore.
L’obiettivo primario è la diffusione di una nuova consapevolezza, una vera e propria “cultura degli usi civici”, fornendo gli strumenti concreti necessari per una gestione più efficace e trasparente di questi beni, spesso gravati da una storia complessa e da normative stratificate.

Gli usi civici, infatti, affondano le loro radici in un passato secolare, spesso medievale, e rappresentano un diritto ancestrale che ha garantito, nel corso dei secoli, l’accesso di intere popolazioni a risorse vitali come pascoli, legna da ardere, materiali da costruzione e terreni coltivabili.
La loro regolamentazione, evolutasi nel tempo, si è intrecciata con una legislazione intricata, a partire dalla Legge 1766 del 1927, che ha tentato di disciplinare i processi di liquidazione, legittimazione e destinazione dei terreni gravati da tali diritti.
La Basilicata, come emerge dalle riflessioni dell’Assessore all’Agricoltura, si trova di fronte a una sfida significativa: un numero considerevole di territori non ha ancora completato le operazioni di accertamento dei demani civici, e solo una minoranza di Comuni risulta attualmente definita.

Questa criticità storica impone un approccio organico e condiviso, che tenga conto delle specificità locali e promuova la partecipazione attiva delle comunità interessate.
La recente Legge Regionale del 9 aprile scorso rappresenta uno strumento fondamentale in questa direzione, introducendo un quadro normativo aggiornato e più trasparente, volto a semplificare le procedure e a ridurre le incertezze.
Questa normativa pone le basi per una gestione più chiara e coerente, mirata a prevenire contenziosi e a garantire maggiore certezza giuridica per cittadini, imprese e amministrazioni comunali.

La visione della Regione, come sottolineato, trascende la mera gestione amministrativa, aspirando a trasformare gli usi civici in un motore di sviluppo sostenibile.

Si tratta di valorizzare questi beni come una risorsa polivalente, in grado di sostenere l’agricoltura locale, preservare l’ambiente, proteggere il paesaggio, tutelare la biodiversità e promuovere lo sviluppo economico delle aree rurali.
L’impegno dell’Assessorato, in conclusione, non si esaurisce con questi incontri: si tratta di un processo continuo, che richiede un dialogo costante con i Comuni, la condivisione di competenze e risorse e la promozione di soluzioni innovative e condivise, in grado di garantire un futuro sostenibile per il territorio lucano e per le comunità che lo abitano.

Il focus è sulla creazione di un sistema integrato che concili la tutela del patrimonio storico-culturale con le esigenze di sviluppo economico e sociale, assicurando un equilibrio duraturo tra uomo e ambiente.

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