La Basilicata si trova a un bivio cruciale, un momento di transizione dove l’inerzia del declino economico rischia di consolidarsi se non si interviene con urgenza e lungimiranza.
Le recenti segnalazioni provenienti dalle organizzazioni sindacali, Fim Cisl, Cgil e Uil, unite alla preoccupazione espressa dalle rappresentanze territoriali, dipingono un quadro allarmante, evidenziando una pericolosa mancanza di coordinamento strategico a livello regionale.
La denuncia di Piero Lacorazza, esponente del Partito Democratico nel Consiglio Regionale, non si limita a una critica alla Giunta Bardi (Forza Italia), ma costituisce un vero e proprio appello a una profonda revisione delle politiche regionali.
Il ritardo nell’implementazione del Piano Strategico, la gestione incerta del bilancio pubblico, la carenza di infrastrutture e la fragilità del sistema di welfare, con particolare riferimento alla sanità, rappresentano sintomi di una gestione inefficiente e di una visione a breve termine.
L’episodio riguardante la Smart Paper, con le sigle sindacali che hanno superato le posizioni dell’Assessore Cupparo, testimonia la necessità di un approccio più reattivo e orientato alla tutela del tessuto produttivo locale.
Questo episodio non è un semplice conflitto di interessi, ma un campanello d’allarme sulla capacità della Regione di difendere le eccellenze del territorio.
La questione Stellantis, con la sua potenziale crisi industriale, richiede un’azione decisa e un rinnovato confronto.
Il documento firmato lo scorso settembre, sebbene rappresenti un punto di partenza, necessita di un’analisi approfondita per valutarne l’effettiva attuazione e le eventuali lacune.
L’assenza di trasparenza e di aggiornamenti sugli impianti di produzione di energia, promessi come soluzione ai problemi occupazionali, alimenta la sfiducia e l’incertezza tra i lavoratori e le imprese.
È imperativo che la Regione Basilicata definisca un nuovo patto sociale, un accordo inclusivo e partecipativo che coinvolga attivamente tutte le parti interessate: sindacati, imprese, associazioni di categoria, mondo accademico e cittadinanza.
Questo patto deve poggiare su pilastri fondamentali come la sostenibilità ambientale, l’innovazione tecnologica, la formazione professionale e lo sviluppo di filiere produttive integrate.
Un approccio strategico a lungo termine, che vada oltre la mera gestione dell’emergenza, è l’unica via per contrastare lo spopolamento, attrarre investimenti esteri, creare opportunità di lavoro qualificato e restituire alla Basilicata un futuro di prosperità e benessere.
L’opposizione consiliare, come sottolinea Lacorazza, si rende disponibile a contribuire attivamente a questo processo di rinnovamento, consapevole della responsabilità che incombe su tutti gli attori istituzionali per garantire un futuro dignitoso alle generazioni presenti e future.
La sfida è ardua, ma la speranza non deve spegnersi.

