Basilicata: Eccellenze e Privilegi, un Divario Inquietante

La Basilicata si presenta come un mosaico di realtà contrastanti.
Da un lato, emerge una regione capace di generare eccellenze riconosciute a livello internazionale: figure apicali in aziende leader come Ferrari, Eni, e nel settore bancario con Monte dei Paschi di Siena, testimonianze di un capitale umano lucano dinamico e ambizioso.
Dall’altro, la Governance regionale appare paralizzata, incapace di affrontare con efficacia le sfide strutturali che affliggono il territorio, come la crisi idrica cronica, il declino industriale e un sistema sanitario in sofferenza.
Questa dicotomia, denunciata dal Vicepresidente del Consiglio Regionale, Angelo Chiorazzo, evidenzia un divario profondo tra il potenziale inespresso della Basilicata e le azioni, spesso controverse, del suo apparato amministrativo.
L’amara riflessione di Chiorazzo non si limita a una critica superficiale, ma scava nel profondo delle dinamiche politiche che caratterizzano l’azione del Consiglio Regionale.

Episodi recenti, definiti dal Vicepresidente “tra le pagine più oscure della storia regionale”, sollevano interrogativi ineludibili sulla responsabilità del Presidente Bardi riguardo a specifici emendamenti relativi al sistema previdenziale dei consiglieri regionali, notoriamente percepiti come “vitalizi”.
La trasparenza in questa vicenda, secondo Chiorazzo, è un imperativo morale e un diritto dei cittadini lucani.

La condanna più veemente, espressa dal gruppo “Basilicata Casa Comune”, verte sull’impiego di risorse pubbliche, considerate uno “schiaffo” alla Basilicata reale.
La reintroduzione di benefit percepiti come privilegi, a discapito di investimenti destinati a finalità sociali, rappresenta un tradimento della fiducia popolare e un’inversione di priorità inaccettabile.
La ferma opposizione al ripristino dei vitalizi e a qualsiasi forma di aumento dei costi della politica riflette un profondo senso di responsabilità e di rispetto verso i contribuenti lucani.

La gestione delle finanze pubbliche, secondo Chiorazzo, è degenerata in un “banchetto politico”, un sistema opaco e arbitrario di distribuzione di risorse che premia la logica del “tesoretto” a scapito dell’interesse pubblico.

Le scelte in merito alla destinazione dei fondi rivelano una distanza preoccupante dalle reali esigenze delle comunità lucane, in un contesto di fragilità economica e sociale.
La sobrietà, la responsabilità e il rispetto dei cittadini, valori imprescindibili in un momento di difficoltà, sono stati disattesi.
L’attività consiliare, quantificata in 30 interrogazioni, 10 mozioni e 2 proposte di legge, testimonia un impegno costante nel tentativo di ristabilire legalità, trasparenza e un uso corretto delle risorse pubbliche.
Questo ruolo di controllo e di proposta, lontano da una mera attività burocratica, diventa un argine contro gli abusi di potere e un cammino verso un’amministrazione pubblica piùno e centrata sui bisogni del territorio.

La speranza è di un futuro governo lucano più attento e più vicino ai bisogni dei suoi concittadini.

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