La narrativa di una Basilicata sicura, propugnata da comunicati governativi, si scontra violentemente con la cruda realtà dei fatti, evidenziando un quadro di sottodimensionamento delle forze dell’ordine che desta profonda preoccupazione.
Il consigliere regionale Piero Marrese, esponente di Basilicata democratica, denuncia l’insufficienza del recente Piano di distribuzione del personale della Polizia di Stato, definendolo una scelta miope che aggrava la condizione di un territorio già penalizzato.
Il piano, lungi dal rappresentare un effettivo potenziamento, si configura come un mero trasferimento di risorse ordinarie, incapace di compensare il progressivo esodo di personale dovuto ai pensionamenti.
Le ventotto unità assegnate, presentate con enfasi, non offrono alcun sollievo tangibile, poiché non neutralizzano le perdite umane previste per il 2025 e, soprattutto, per il 2026, anno in cui si stima un deficit di circa cinquanta unità tra Potenza e Matera.
Questo vuoto di competenze e di presenza sul territorio rischia di compromettere seriamente la capacità di risposta alle crescenti esigenze di sicurezza.
La denuncia di Marrese trascende la mera constatazione di numeri inadeguati.
Essa è l’espressione di un sentimento diffuso: quello di una regione relegata ai margini, ignorata nelle politiche di protezione civile e di sicurezza nazionale.
La vastità del territorio, la fragilità delle infrastrutture, la dispersione demografica e le specificità socio-economiche della Basilicata richiedono una presenza capillare e qualificata delle forze dell’ordine, che al momento risulta ampiamente insufficiente.
La carenza di personale non si traduce solo in un aumento dei carichi di lavoro per gli operatori in servizio, ma anche in una progressiva erosione della loro capacità di prevenzione e di intervento.
La frustrazione derivante da un sistema che non supporta adeguatamente chi è in prima linea rischia di compromettere il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.
Il consigliere regionale sollecita quindi un cambio di rotta, esortando il Governo e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza a rivedere i criteri di distribuzione del personale, abbandonando logiche centralizzate e quantitativistiche.
È imperativo avviare un confronto aperto e costruttivo con le rappresentanze sindacali e con le realtà territoriali, al fine di elaborare soluzioni mirate ed efficaci.
La sicurezza, infatti, non può essere un mero esercizio di comunicazione o un gioco di numeri.
Richiede investimenti reali, organici adeguati e un profondo rispetto per il personale che, quotidianamente, dedica la propria professionalità e il proprio impegno al servizio del Paese.
Solo attraverso un approccio olistico e partecipativo sarà possibile garantire un futuro più sicuro e sereno per la Basilicata e per i suoi cittadini.








