La città di Potenza si trova a fronteggiare una crisi di mobilità che sta mettendo a dura prova la vita quotidiana dei suoi cittadini, acuita dalla chiusura del ponte di via Grippo.
L’imprevisto, motivato da serie preoccupazioni per la sicurezza strutturale della preesistente infrastruttura – rischio di distacco di conci lapidei – ha esposto una fragilità sistemica che va ben oltre l’emergenza immediata.
La chiusura del ponte, un’arteria cruciale per i flussi urbani e un elemento storico di pregio risalente ai primi anni del Novecento, è il sintomo di un malessere più profondo: una carenza di visione strategica e di gestione proattiva da parte dell’amministrazione comunale.
L’infrastruttura, sottoposta a vincolo dei Beni Culturali, rappresenta un patrimonio da tutelare non solo per il suo valore estetico e storico, ma anche per il suo ruolo fondamentale nel tessuto connettivo della città.
La sua attuale condizione lamenta una progressiva trascuratezza che ha reso necessaria questa drastica misura.
Il disagio non è meramente logistico.
La mancata predisposizione di misure preventive e di un piano di mobilità alternativa ha generato un impatto significativo sulla vita dei residenti, dei pendolari e degli operatori economici.
Percorsi alternativi, spesso improvvisati, hanno congestionato le strade secondarie, incrementando i tempi di percorrenza e aumentando il rischio di incidenti.
Il danno economico, seppur difficile da quantificare immediatamente, è palpabile, con ripercussioni dirette su attività commerciali e servizi essenziali.
La questione solleva interrogativi cruciali sulla responsabilità della pianificazione urbana e sulla capacità di garantire la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini.
Non si tratta solo di riparare un ponte, ma di ripensare il sistema di mobilità cittadina, integrando la tutela del patrimonio storico con le esigenze di una comunità in movimento.
È imperativo che l’amministrazione comunale adotti un approccio olistico, che comprenda interventi strutturali urgenti per il ponte, affiancati da soluzioni temporanee per fluidificare il traffico e mitigare i disagi immediati.
Parallelamente, è necessario avviare un tavolo di confronto con la cittadinanza, le associazioni di categoria e gli esperti del settore, al fine di elaborare un piano strategico a lungo termine per la mobilità urbana, che tenga conto delle peculiarità del territorio e delle esigenze future.
L’immobilismo e le dichiarazioni di rito non sono più accettabili.
Il sindaco e l’assessore competente sono chiamati a fornire risposte concrete e tempestive, dimostrando di avere a cuore il bene comune e di possedere la capacità di affrontare le sfide complesse che si pongono di fronte alla città.
La resilienza e il futuro di Potenza dipendono dalla capacità di trasformare questa emergenza in un’opportunità per una ripresa virtuosa e sostenibile.
La fiducia dei cittadini, in questo momento delicato, va riconquistata con azioni, non con parole.








