Crisi Sanitaria nel Vulture Melfese: Appello del Vescovo Fanelli

La gravità della situazione sanitaria che affligge il territorio del Vulture Melfese emerge con forza dalle osservazioni del vescovo Ciro Fanelli, che denuncia una crisi sistemica capace di compromettere il diritto fondamentale alla salute dei cittadini.

Lungi dall’essere un mero insieme di disservizi isolati, ciò che si sta verificando riflette un profondo malessere strutturale, un deterioramento progressivo che mina la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni.
Le segnalazioni raccolte dal vescovo dipingono un quadro allarmante: nei presidi ospedalieri di Melfi e Venosa, i tempi di attesa si protraggono in maniera inaccettabile, aggravati da una cronica carenza di personale medico e infermieristico.
Questa situazione non solo genera frustrazione e disorientamento tra i pazienti, ma incide negativamente sulla qualità delle cure erogate, esponendo i professionisti sanitari a un carico di lavoro insostenibile e al rischio di burnout.
La crisi del servizio di continuità assistenziale nel Vulture, peraltro, assume contorni particolarmente drammatici.
La guardia medica, pilastro fondamentale per la tutela della salute in aree scarsamente densamente popolate, si trova oggi in uno stato di sofferenza, incapace di garantire una copertura adeguata a causa della penuria di medici disponibili e delle difficoltà nel garantire la copertura dei turni.
L’accorpamento forzato dell’utenza di Rionero in Vulture con quelle di Barile e Atella, iniziativa apparentemente volta a ottimizzare le risorse, ha in realtà amplificato le disfunzioni, creando un effetto domino che ha eroso ulteriormente l’efficacia del servizio.

Questa realtà è il sintomo di una più ampia responsabilità istituzionale.

La progressiva erosione dei servizi pubblici essenziali, alimentata da scelte politiche miopie e da una gestione oculata delle risorse, sta erodendo il tessuto connettivo della comunità.
Non si tratta più di semplici inefficienze gestionali, ma di una vera e propria negazione del diritto alla salute, un diritto costituzionalmente garantito che non può essere subordinato a logiche di convenienza economica o politica.

Il vescovo Fanelli, esprimendo la sua vicinanza e il suo sostegno ai cittadini, agli operatori sanitari e alle istituzioni, lancia un appello urgente alla Regione Basilicata e ai vertici dell’ASL, sollecitando un intervento tempestivo e risolutivo.

È necessario superare la logica del “fare di necessità virtù” e riconoscere che la salute non è un privilegio riservato a pochi, ma un bene comune da proteggere e valorizzare.
È imperativo ripristinare la piena funzionalità dei servizi ospedalieri e territoriali, investendo in risorse umane e tecnologiche, promuovendo la formazione del personale e incentivando l’innovazione.

Solo così sarà possibile restituire fiducia ai cittadini e riconoscere il valore imprescindibile del lavoro di chi, quotidianamente, si dedica alla cura della persona, con impegno e abnegazione, in un contesto sempre più difficile e penalizzante.
Il silenzio e l’inerzia non sono più un’opzione percorribile: la salute del Vulture Melfese è un imperativo morale e una priorità assoluta.

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