Manovra a Matera: Opposizione denuncia immobilismo e blocchi

La recente manovra del centrodestra materano, protrattasi in una sospensione imprevista dei lavori consiliari, solleva interrogativi profondi sul futuro amministrativo della città e sulla reale volontà di dialogo che permea l’azione politica locale.
Una nota congiunta, siglata da un ampio fronte di consiglieri dell’opposizione – un cartello di voci dissenzienti composte da Antezza, Bennardi, Cifarelli, Colucci, Cotugno, Lapolla, Perniola, Rizzi, Rubino, Santochirico, Suriano, Tarasco e Violetto – denuncia apertamente un tentativo di immobilismo deliberato, un’ostruzione sistematica che mira a paralizzare il dibattito pubblico e a soffocare le istanze della minoranza.

L’episodio, legato all’impossibilità di eleggere il Presidente del Consiglio con le maggioranze in campo, non si configura come una semplice difficoltà procedurale.

Al contrario, la decisione di rinviare la seduta al 10 novembre, con conseguente blocco dell’agenda consiliare, appare come una strategia preordinata a impedire la discussione di temi cruciali per la città, in particolare quelli relativi alla promozione di Matera come Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, una visione condivisa e promossa dalla minoranza.
Il regolamento consiliare, nella sua formulazione, richiede una maggioranza qualificata per l’elezione del Presidente, una condizione che implica la partecipazione attiva e costruttiva di tutti i consiglieri, al di là delle affiliazioni politiche.

La richiesta delle opposizioni era chiara: un processo decisionale trasparente, libero da imposizioni e prevaricazioni, un’opportunità per ciascun rappresentante di esprimere il proprio contributo.

La denuncia dell’opposizione non si limita ad un mero atto di protesta.

Si tratta di un monito, una denuncia di un divario sempre più ampio tra le promesse di dialogo e la realtà delle azioni intraprese dal centrodestra.
Le parole, spesso vuote di significato, si scontrano con un comportamento che mira a perpetuare un sistema di potere chiuso, impermeabile alle istanze della collettività.

La minoranza consiliare si impegna a vigilare sulle prerogative democratiche del Consiglio, a difendere i diritti dei cittadini e a portare avanti proposte concrete per il bene comune.
Il blocco dei lavori non intimorirà l’opposizione, che continuerà a esercitare il proprio ruolo di controllo e di proposta, rifiutando di assistere passivamente alla paralisi dell’attività politica amministrativa.
La battaglia per una città più inclusiva, trasparente e partecipata è appena cominciata.

L’impegno è di contrastare ogni forma di immobilismo e di promuovere un futuro di crescita condivisa, basato sul dialogo, la collaborazione e il rispetto delle istanze di tutti.

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