In vista di Matera Capitale Europea della Cultura e del Dialogo nel 2026, un’istanza urgente emerge dalla società civile lucana: un chiaro posizionamento a favore della pace e contro qualsiasi forma di supporto culturale a politiche che perpetuano l’occupazione e le sofferenze nel conflitto israelo-palestinese.
L’appello, promosso da un consorzio di organizzazioni impegnate (Amabili Confini, L’Albero, Matera Letteratura, Netural Coop e Risvolta), e già supportato da un ampio gruppo di realtà culturali, mira a definire un’etica fondativa per l’evento, in linea con i valori promossi dalla Fondazione Anna Lindh e dall’Unione per il Mediterraneo.
La richiesta non si limita a una dichiarazione di intenti; essa esprime la volontà di tradursi in una delibera formale che garantisca spazio e visibilità a voci artistiche e intellettuali israeliane e palestinesi che si dedicano alla promozione della pace, della giustizia sociale e della riconciliazione.
Parallelamente, si chiede un esplicito distacco da istituzioni governative israeliane e da artisti che sostengono attivamente politiche di occupazione e di genocidio.
Questa scelta non è intesa come un atto di censura, ma come un atto di responsabilità verso i valori di equità e dignità umana che dovrebbero caratterizzare un evento di tale portata.
I promotori dell’appello ricordano con orgoglio la storia di Matera, città che ha incarnato la resistenza contro il nazifascismo, un’eredità di coraggio e di impegno che non può essere compromessa da silenzi o complicità con ingiustizie contemporanee.
Matera 2026, per essere autenticamente un luogo di dialogo e di accoglienza, deve rifiutare qualsiasi forma di legittimazione di oppressione e violenza.
L’auspicio è che l’evento possa diventare un potente catalizzatore per la comprensione reciproca e per la ricerca di soluzioni pacifiche, offrendo una piattaforma per le voci che si oppongono alla disumanità e che promuovono la speranza in un futuro di giustizia e di pace.
Le organizzazioni culturali sono invitate a formalizzare il loro sostegno all’appello entro il 21 settembre, con l’obiettivo di sollecitare una rapida deliberazione che guidi le scelte degli organizzatori e conferisca a Matera 2026 la connotazione di evento genuinamente dedicato alla pace, alla verità e al dialogo interculturale.
Si tratta di un appello alla coscienza civica, un invito a plasmare un futuro in cui la cultura sia strumento di unità e non di divisione.

