La sfida rappresentata dallo sviluppo del polo automobilistico di Melfi e del suo ecosistema di filiere connesse, in particolare nel settore dell’arredamento (“salotto italiano”), richiede un approccio strategico che trascenda le logiche settoriali e le divisioni politiche.
Si tratta di un’occasione cruciale per la Basilicata, un’area geografica che aspira a superare decenni di marginalizzazione e a diventare un motore di crescita per l’intero Mezzogiorno.
La Regione, guidata dal Presidente del Consiglio Regionale Marcello Pittella, ha dimostrato finora un impegno concreto, attraverso l’azione dell’Assessorato competente e del Dipartimento per lo sviluppo economico.
Questo impegno si è tradotto in un’attività di mediazione costante, coinvolgendo sindacati, amministrazioni locali e il governo centrale, con l’obiettivo di generare un piano industriale solido e condiviso.
Un elemento imprescindibile per il successo dell’iniziativa è la definizione di un piano industriale non solo dettagliato e misurabile, ma anche coerente con le strategie di sviluppo nazionale.
Tale piano deve agire come una bussola, orientando gli investimenti e le scelte operative verso la creazione di posti di lavoro stabili, la promozione di un’innovazione diffusa – tecnologica, produttiva e culturale – e la valorizzazione delle competenze locali.
L’ambizione è chiara: Matera deve evolvere in un polo di eccellenza per l’arredamento, mentre Melfi, con la sua consolidata esperienza nel settore automotive, deve configurarsi come un laboratorio all’avanguardia per lo sviluppo di nuove tecnologie e processi produttivi.
Questo richiede un cambio di paradigma, abbandonando la logica della competizione interna e abbracciando un modello di collaborazione sinergica tra istituzioni, imprese e rappresentanze politiche.
Le polemiche sterile e le rivendicazioni settoriali rischiano di compromettere l’intero progetto, disperdendo risorse e ostacolando la crescita.
È imperativo costituire un tavolo nazionale permanente, un luogo di confronto e programmazione in cui tutelare i diritti dei lavoratori, rafforzare le filiere, attrarre investimenti e definire standard di qualità e sostenibilità.
La Basilicata, in virtù della sua posizione geografica e delle sue potenzialità, può svolgere un ruolo chiave come regione di collegamento tra il Nord e il Sud del Paese, catalizzando risorse e promuovendo lo sviluppo infrastrutturale.
Tuttavia, l’effettivo successo dell’iniziativa dipende in larga misura dalla definizione di una visione strategica nazionale chiara e condivisa per il Sud Italia.
Il Governo centrale è chiamato ad esprimere inequivocabilmente il proprio impegno verso la valorizzazione del Mezzogiorno, riconoscendo la Basilicata come un territorio strategico, capace di contribuire in modo significativo alla crescita del Paese.
Questo significa investire in settori chiave come l’automotive, l’arredamento, la logistica, la cultura, l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale.
In assenza di una visione condivisa, il rischio è quello di disperdere energie, perdere opportunità cruciali e confermare un destino di marginalizzazione per la Basilicata.
La politica alta, quella che guarda al futuro e che mette al centro il benessere della comunità, richiede coraggio, lungimiranza e la capacità di superare le divisioni per costruire un futuro sostenibile e prospero per tutti.
Il futuro della Basilicata, e per estensione del Mezzogiorno, è in gioco.






