Pendolari Stellantis: Un Viaggio tra Disagio e Dignità in Basilicata

Il pendolarismo industriale in Basilicata, e in particolare il tragitto Melfi-Ferrandina che coinvolge migliaia di lavoratori di Stellantis e delle relative filiere, rappresenta un’emergenza sociale e un’ingiustizia che si manifesta quotidianamente attraverso condizioni di trasporto inaccettabili.
L’esperienza diretta di chi intraprende queste corse, come testimoniato, rivela un disagio profondo, esacerbato dalle estenuanti ore lavorative affrontate.

Non si tratta semplicemente di un problema di “scomodità”, ma di una questione di dignità e di salute.

Sedili stretti, schienali non reclinabili, spazi insufficienti: dettagli che, sommati alla fatica fisica e mentale del lavoro in catena, compromettono il benessere dei lavoratori, incidendo sulla loro produttività e sulla qualità della loro vita.

Un viaggio di ritorno dopo una giornata estenuante in fabbrica dovrebbe rappresentare un momento di transizione, di recupero, non un ulteriore aggravio.
La denuncia, sollevata con forza da Piero Lacorazza, capogruppo del PD nel Consiglio regionale, non è nuova.
Si tratta di un problema cronico, ignorato troppo a lungo dalle istituzioni regionali.

Le ripetute sollecitazioni all’Assessore Pasquale Pepe dimostrano un impegno costante a perseguire una soluzione, ma l’inerzia della risposta è fonte di frustrazione e disillusione.

L’arrivo dei nuovi autobus rappresenta un’opportunità irrinunciabile per imprimere una svolta.

Non si può sprecare questa occasione per imporre standard minimi di comfort e di sicurezza, che vadano ben oltre la mera funzionalità del servizio.

È imperativo che la Regione, nell’atto di consegnare i nuovi mezzi alle aziende di trasporto, definisca requisiti precisi, vincolati a garanzie di benessere per i lavoratori.
Questo implica un cambio di paradigma: non più una visione del trasporto pubblico come mero costo da minimizzare, ma come investimento nel capitale umano, fattore cruciale per la competitività e lo sviluppo sostenibile del territorio.

Si tratta di una questione di responsabilità sociale, che coinvolge non solo le istituzioni regionali e le aziende di trasporto, ma anche le aziende utilizzatrici del servizio, le quali hanno il dovere di tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti.

L’obiettivo deve essere quello di creare un sistema di trasporto industriale che rispetti la dignità dei lavoratori, che favorisca la loro produttività e che contribuisca a creare un ambiente di lavoro più sano e più umano.

Un sistema che riconosca che il benessere dei lavoratori è parte integrante del successo economico e sociale della regione.
La richiesta non è un privilegio, ma un diritto fondamentale.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -