Riforma Sanitaria in Basilicata: Verso Servizi Più Vicini ai Cittadini

La necessità impellente di una riorganizzazione profonda e sistemica dei servizi sanitari territoriali emerge con forza, delineando un nuovo paradigma orientato alla centralità del cittadino e alla risposta mirata ai suoi bisogni complessi.

Questo approccio, sottolineato dal Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Marcello Pittella, durante un incontro cruciale con i sindaci dell’Ambito socio-territoriale Lagonegrese-Pollino e le rappresentanze sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, trascende la mera stabilizzazione del personale e si proietta verso un modello di assistenza integrata e sostenibile.
L’incontro, arricchito dalla presenza di figure chiave come il Presidente della I Commissione consiliare, Francesco Fanelli, il Presidente della IV Commissione, Nicola Morea, e il responsabile dell’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio, Emanuele Desina, ha segnato l’inizio di un dialogo costruttivo volto a superare le criticità attuali e a costruire un futuro più solido per i servizi sociali.
La richiesta dei sindaci, accolta con apertura e disponibilità, evidenzia l’urgenza di un’analisi plurale e partecipata che abbracci l’intera regione, superando le logiche parziali e frammentarie.

La stabilizzazione del personale, pur rappresentando un obiettivo primario, si rivela insufficiente se non accompagnata da una ridefinizione più ampia dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità.

Il Presidente Pittella ha sottolineato come la figura dell’assistente sociale e dello psicologo, professionisti che instaurano relazioni di fiducia fondamentali per il benessere delle persone, sia particolarmente vulnerabile alla precarietà.
La loro instabilità non solo penalizza direttamente gli utenti, privandoli di un supporto continuo e qualificato, ma impoverisce anche il patrimonio di conoscenze e competenze del territorio.
La perdita di queste figure strategiche rischia di compromettere la capacità di risposta ai bisogni emergenti e di costruire reti di solidarietà efficaci.
La valorizzazione di queste professioni, elemento imprescindibile per la presa in carico delle fragilità e la costruzione di comunità resilienti, richiede un investimento non solo economico, ma anche culturale, che riconosca il ruolo cruciale del lavoro sociale e della salute mentale nel tessuto sociale.

L’auspicio è quello di identificare soluzioni concrete e fattibili che garantiscano non solo la stabilità occupazionale, ma anche la qualità dei servizi offerti, promuovendo la formazione continua e la valorizzazione delle competenze.
Un aspetto cruciale sollevato durante l’incontro è la necessità di un chiarimento normativo e istituzionale.

La redistribuzione delle funzioni tra Comuni, Aziende Sanitarie Territoriali e, in una visione più ampia, una struttura territoriale unificata, necessita di una definizione precisa e condivisa.
Questo processo deve coinvolgere attivamente il Consiglio Regionale, l’Assessore competente, il Dipartimento, i sindacati e tutti gli stakeholders coinvolti, al fine di raggiungere scelte condivise e operative.

La revisione della normativa vigente, ormai inadeguata, impone un’analisi approfondita delle situazioni esistenti e la proposizione di soluzioni pragmatiche e tempestive.
Il percorso tracciato rappresenta un passo fondamentale verso un sistema di servizi sociali più equo, efficiente e in grado di rispondere efficacemente alle sfide del futuro.

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