Ritorna alla grazia del cielo: il Santuario di Maria Santissima di Costantinopoli a Barile si erge nuovamente, un faro di fede e speranza.
Giovedì 14 agosto, in un momento di profonda simbologia, coincidente con i primi vespri della solennità dell’Assunzione mariana, il custode della diocesi, Monsignor Ciro Fanelli, presiederà una celebrazione solenne che suggella la fine di un impegnativo percorso di restauro e consolidamento.
L’evento, come comunicato dalla Diocesi di Melfi-Venosa-Rapolla, non è solo un ritorno alla fruibilità di un luogo sacro, ma un atto di rinascita in coincidenza con l’avvicinarsi dell’Anno Santo 2025, anno dedicato alla riflessione sulla fede e al rinnovamento spirituale.
La riapertura del Santuario, custodito nel cuore della comunità barilese, rappresenta un’occasione privilegiata per un pellegrinaggio in un contesto di profonda devozione.
In segno di sollecitudine pastorale e di incoraggiamento alla partecipazione, è stata concessa un’indulgenza plenaria, un dono prezioso che invita alla purificazione interiore e alla riconciliazione con Dio.
Tale grazia, estesa a tutti i fedeli che visiteranno il Santuario nel corso di un anno, dal 14 agosto 2024 al 12 settembre 2026, a condizione del rispetto delle norme canoniche, offre un’opportunità unica di crescita spirituale e di espiazione dei peccati.
Il rito solenne sarà coronato dalla consacrazione dell’altare, un gesto simbolico che riafferma il Santuario come centro pulsante della vita liturgica e fulcro della spiritualità locale.
Questa cerimonia non è semplicemente una formalità, ma un atto di riconsegna del luogo al suo scopo primario: essere casa di Dio e luogo di incontro con il divino.
I lavori di restauro, iniziati nel novembre 2024, hanno richiesto un impegno notevole, sia dal punto di vista tecnico che umano.
La comunità locale, come testimoniato dalla presentazione tenutasi sabato 9 agosto presso la Chiesa Madre, ha dimostrato una generosità e un senso di appartenenza che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita dell’opera.
Il parroco, Don Davide, ha espresso profonda gratitudine ai progettisti, alle maestranze, agli enti pubblici e a tutti i concittadini che, con il loro sostegno, hanno permesso la rinascita del Santuario.
L’intervento del vescovo Fanelli ha sottolineato l’importanza cruciale della collaborazione sinergica tra tutte le parti coinvolte, evidenziando come la tenacia, la dedizione e la generosità siano i pilastri fondamentali di ogni iniziativa condivisa e volta al bene comune.
Il Santuario si riapre dunque non solo come luogo di culto, ma come simbolo di unità e di fede condivisa, un invito a perseverare nel cammino della fede e a testimoniare l’amore per Maria Santissima.